La bara di Mike Bongiorno non è stata aperta dai ladri

La bara di Mike Bongiorno, trafugata nel cimitero di Dagnente di Arona (Novara) e ritrovata ieri a Vittuone (Milano), non sarebbe mai stata aperta, secondo i primi accertamenti effettuati stamani all’Istituto di medicina legale di Milano. I bulloni, infatti, sarebbero ancora saldati alla struttura del feretro. Potrebbe quindi non essere necessario aprire la bara e a analizzare il dna della salma, che potrebbe essere dissequestrata già nelle prossime ore. «Siamo soddisfatti perchè abbiamo riconosciuto la bara», hanno detto i figli di Mike Bongiorno, Michele e Nicolò. In una intervista a Repubblica, il figlio Nicolò ha raccontato come hanno sperato nel ritrovamento della bara «Ogni giorno, ogni mattina pensavamo che fosse quella buona, che succedesse qualcosa che sbloccasse questa situazione. Però erano passati mesi senza fatti concreti. È stato un regalo dal cielo». «L’attesa da gennaio è stata lunga», ha continuato Nicolò. Ma i familiari di Mike hanno potuto contare su tanti «amici, tutti, che ci hanno fatto arrivare la loro solidarietà durante tutto l’anno. Fiorello, Gerry Scotti, Fabio Fazio, per restare al mondo dello spettacolo». Ma Rai e Mediaset, le due aziende per le quali l’anchorman ha lavorato una vita intera, non si sono fatte sentire con i familiari di Mike. «Non so – precisa Nicolò – se siano usciti comunicati ufficiali, né se ne faranno. Non ci poniamo il problema». Adesso «attendiamo la convocazione dei carabinieri, se ci sarà, all’obitorio o in caserma. E la parola fine a questa storia». (il mattino)