La burocrazia oltraggia Eva Ruscio.

Recapitata la tessera sanitaria come per Federica Monteleone

Eva Ruscio è morta a soli 16 anni il 5 dicembre del 2007 per un banale intevento ad un ascesso tonsillare, all’ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia, ma la Regione Calabria ha provveduto comunque a spedirle a casa la tessera sanitaria, con tanto di lettera d’accompagnamento, firmata dal presidente della Giunta, Giuseppe Scopelliti, e dettagli sulle modalità d’uso e i servizi che offre. Ad Eva Ruscio quella tessera non serve a nulla.

Pe quel caso di malasanità, così ha stabilito il tribunale condannando in primo grado tre persone, si sta ancora svolgendo la seconda fase di un lungo procedimento gidiziario. Intanto, però, resta l’amarezza, la beffa di dovere assistere a questi crudeli scherzi del destino, figli, secondo Pino Ruscio, padre di Eva “di una burocrazia lenta e di una politica evidentemente poco attenta”. Quella di Eva non è il primo caso e non sarà l’ultimo. Tanta gente, che non c’è più da tempo, ha ricevuto in questi mesi la lettera della Regione con dentro la nuova tessera sanitaria. Ad aprirla i familiari, che magari si saranno sentiti il nodo in gola, avranno provato un ulteriore dispiacere, soprattutto per chi perde una figlia per colpa di chi, probabilmente, non ha fatto appieno il proprio dovere. In campo sanitario APPUNTO!

Era già successo lo scorso agosto con Federica Monteleone, l’altra studentessa vibonese scomparsa circa cinque anni fa a seguito diun banale, anche qui sulla carta, intervento di appendicectomia.

Il documento è stato recapitato a casa Ruscio a fine settembre, con mittente il dipartimento di prevenzione della Regione Calabria. Pino e sua moglie Giovanna Barone si sono sentiti presi in giro. “Non ne vogliamo scuse della Regione. Non servono a niente. Ci limitiamo a prendere atto del fatto che la storia di Federica non ha insegnato nulla. Ci si aspettava quantomeno che dopo questa figuraccia, da parte di chi di dovere, si procedesse ad una verifica della banca dati per evitare il ripetersi di questi sgradevoli episodi“. E invece nulla.