La deposizione del pentito Torcasio al processo “Perseo” in Corte d’Assise: Giampà il boss che organizzava festini

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In aula ieri è stato quindi ascoltato il collaboratore Angelo Torcasio incalzato dalle domande dei difensori degli imputati anche sugli omicidi e in particolare, sull’agguato a Nicola Gualtieri, ferito a novembre 2010 e morto a dicembre del 2010 dopo essere stato in coma all’ospedale di Catanzaro. Nella precedente udienza il pentito Torcasio aveva confermato il mandante (Giuseppe Giampà che si occupò anche di incendiare l’auto utilizzata per l’omicidio Gualtieri), l’esecutore (Luca Piraina) e il conducente dell’auto dei killer (Francesco Vasile) e chi avrebbe procurato la vettura dell’omicidio (Antonio Voci e Giuseppe Catroppa). Il pentito Torcasio ha risposto sulla “commissione” del clan, confermando che ognuno si occupava di un settore, Giampà degli omicidi e della droga e Bonaddio delle estorsioni, non specificando però i ruoli effettivi di ognuno che – da quanto è emerso – avrebbe comunque agito a modo proprio.
Su questo infatti i difensori degli imputati, gli avvocati Leopoldo Marchese, Gregorio Viscomi, Aldo Ferraro, Francesco Pagliuso, Giuseppe Di Renzo e Vincenzo Galeota, hanno fatto cadere in contraddizione il pentito che è stato sollecitato in tal senso anche dallo stesso presidente della Corte. Il processo riprenderà il prossimo 4 febbraio con la conclusione del controesame del pentito Torcasio da parte dell’avvocato Salvatore Staiano. Poi sarà la volta dell’esame dle pm Elio Romano del collaboratore di giustizia Saverio Cappello. (Il quotidiano del Sud – P.re.)