La difesa di Chafik “Non era alla guida in stato alterato”

A Lamezia il processo sui ciclisti morti

Per uno dei due difensori di Chafik El Ketani, il 21enne marocchino che alla guida di una Mercedes falciò 10 ciclisti di cui 8 morti e 2 sopravvisuti (per il quale il pm ha chiesto nella precedente udienza la condanna a 10 anni) la consulenza tecnica del pm Domenico Galletta “non dimostra nulla di certo sull’impatto fra l’auto ed il gruppo di ciclisti”.

L’avvocato Gregorio Ceravolo che difende l’imputato insieme a Salvatore Staiano (la sua arringa è prevista per la prossima udienza del 28 ottobre) ha quindi rigettato punto per punto quanto sostenuto dall’accusa. In particolare sulle conclusioni del consulente tecnico del pm inerente in particolare il limite di velocità e sulla dinamica. “Solo supposizioni nella consulenza del pm che ha creato molta confusione e nella quale sono contenute molte considerazioni personali”, ha detto in aula uno dei due legali di fiducia dell’imputato davanti al gup Carlo Fontanazza chiamato a pronunciarsi sull’imputato accusato di omicidio colposo plurimo aggravato dallo stato di alterazione psicofisica quando era alla guida dell’auto. Anche e soprattutto su questo, l’avvocato Ceravolo, pur confermando che gli esami del sangue quella maledetta mattina di domenica del 5 dicembre scorso hanno fatto emergere che il giovane magrebino aveva assunto droghe (uno spinello), ha però rilevato che “non c’era nessuna alterazione psicofisica poichè anche dopo 20 giorni aver assunto droghe un soggetto può essere trovato positivo alle analisi, ma ciò non vuol dire che resta, lo stato di alterazione psicofisica, come tra l’altro confermato dai medici del pronto soccorso” che quella mattina curarono Chafik El Ketani (che si trova agli arresti domiciliari sempre assente alle udienze) poco dopo l’incidente. E nel corso della sua arringa, l’avvocato Ceravolo ha ringraziato la città di Lamezia e i familiari delle vittime “per il senso di civiltà che hanno dimostrato davanti al Paese. Non si può dimenticare che in quel momento tragico c’è stato chi, come la moglie di una delle vittime, ha parlato anche di perdono”.

E prima dell’arringa dell’avvocato Ceravolo, avevano discusso e concluso gli avvocati delle parti civili. Fra cui l’avvocato Francesco Gambardella, parte civile per conto della famiglia Bernardi, il quale ha conlcuso associandosi alle richieste del pm richiedendo una provvisionale, annunciando la rinuncia ai suoi onorari personali “in virtù dell’amicizia che mi lega con la famiglia Bernardi e con Pasquale Natalino e anche per i tre avvocati deceduti miei amici personali”. Il 28 ottobre si torna quindi in aula con l’arringa del secondo legale di El Ketani e, forse, le repliche del pm e delle parti civili.