La famiglia di Jessica Spina ha fiducia nella giustizia

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«Ancora – spiega l’avv. Agata Speziale, che difende la famiglia Spina – non ci è stata notificata la richiesta relativa alla nomina del consulente tecnico per l’autopsia sulla salma, nè altri atti d’indagine come gli avvisi di garanzia». L’avvocato riferisce che la famiglia di Jessica si chiede come mai i tempi siano così lunghi. «In effetti – conferma l’avv. Speziale – aspettiamo di avere la possibilità di nominare i nostri consulenti, e poiché il primo verrà da Roma ed il secondo da un’altra provincia calabrese, dovranno pur avere il tempo di organizzarsi».

Intanto, al quinto piano del palazzo che apre sulla strada le vetrine d’una famosa marca di abbigliamento per neonati, la famiglia Spina è raccolta attorno al bambino di Jessica. La mamma diciannovenne ha potuto tenerlo in braccio solo per un attimo, mercoledì scorso, appena nato. «Era a letto in corsia e le ho dato il bimbo – ricorda Antonella, 22 anni, sorella maggiore di Jessica – ma lei mi ha detto: non ce la faccio. E me lo ha ridato da tenere. Dal letto, mi stringeva la mano – ricorda Antonella – mi diceva che non respirava bene. Eppure, la sera prima mia sorella era una leonessa: con quel pancione è uscita con me a comprare un reggiseno per l’allattamento, saliva le scale del negozio come niente, attenta solo a mettere bene i passi. Il giorno dopo, a letto, mi stringeva la mano e mi diceva che si sentiva male».

Ricoverata alle 7,45 nel reparto di ostetrica e ginecologia diretto dal primario Giuseppe Garofalo, che aveva seguito la tranquilla gravidanza della diciannovenne, mercoledì mattina alle 9,45 Rita Jessica Spina ha dato alla luce col parto cesareo un bambino di 2 chili e 600 grammi in perfetta salute. Dalla sala operatoria la giovane donna è stata condotta in reparto. Giovedì mattina è stata riscontrata dai sanitari dispnea e scarsa urina, sono stati eseguiti degli esami. Alle 12 la diciannovenne è stata trasferita in Rianimazione. Qui alle 14,30 ha avuto un arresto cardiaco, ma è stata rianimata. Venerdì mattina alle 7,45 un secondo arresto cardiaco è stato fatale per Rita Jessica Spina. Sarà l’inchiesta giudiziaria a mettere in chiaro cosa sia accaduto, da condurre la diciannovenne alla morte quarantott’ore dopo il parto.

In una mesta domenica sera in casa Spina non cogli sentimenti di rancore, ma di totale fiducia. Una immensa fiducia nella giustizia. È gente che lavora, che sa la durezza della vita. «Nostro padre è morto quindici mesi fa nello stesso ospedale — racconta Antonella Spina – è spirato tra le braccia mie e di mia sorella. Sapevamo che era malato, e che i medici non possono fare miracoli. Ma mia sorella, no: aveva 19 anni, stava bene, era sana! Vogliamo sapere perchè è morta, chiediamo verità e giustizia». Antonella spiega che in ricordo del nonno, ispettore della Polizia penitenziaria, in famiglia avevano deciso che il bimbo messo alla luce da Jessica si sarebbe chiamato, come lui, Antonio.

«Vogliamo certezze — insiste Pino Scigliano, 53 anni, zio di Jessica — non solo per noi, per lei che non c’è più, ma per tutte le prossime mamme, per i loro bambini. Altrimenti nessuno avrà più fiducia. L’Ospedale è della comunità, non dei politici». Scigliano confida la sua amarezza: «Hanno parlato tutti, su questo fatto: ministri, uomini politici nazionali. E i nostri consiglieri regionali, quelli che noi abbiamo votato? Non s’è visto né fatto sentire nessuno».
Certo, la politica. Andrea Cosentino è un ragazzone di 25 anni, occhi e cappelli nerissimi, orecchino e felpa: stringe a sè infagottata nelle coperte la creatura che gli ha lasciato la sua Jessica. È un bravo carpentiere, di quelli dalle mani d’oro che sanno fare tutto. È disoccupato. Non può fare niente per lui, la politica calabrese? Davvero non gli deve nulla? Jessica ancora andava a scuola: ultimo anno del Pedagogico “Gravina”: avrebbe sposato il suo Andrea dopo la nascita del bambino ed una volta superati gli esami di maturità. Sulla porta dell’aula, a scuola, è rimasta la scritta “Benvenuto Antonio” attaccata dalle compagne di Jessica mercoledì mattina. (Gazzetta del Sud)