La famiglia di Meredith: “sentenza deludente. Vogliamo che cambi”

Primo giorno di libertà ieri per Amanda Knox e Raffaele Sollecito, che lunedì sera hanno lasciato il carcere dopo essere stati assolti dalla Corte d’assise d’appello di Perugia per l’omicidio di Meredith Kercher. Mentre Amanda, è ripartita per Seattle, Raffaele è rientrato all’alba a Bisceglie in Puglia. Per il pubblico ministero Manuela Comodi, che aveva chiesto la condanna all’ergastolo per Amanda e Raffaele, «giustizia non è stata fatta». «Per me – ha spiegato il magistrato – con quella perizia non è crollato niente. Io difendo la relazione della polizia scientifica che è seria, precisa, affidabile e attendibile, al contrario della perizia. Le auguro buon viaggio. Penso che questa sarà l’ultima volta – ha aggiunto a proposito della partenza di Amanda – che la vedremo in Italia almeno nell’ambito di questo processo». Lyle Kercher, il fratello di Meredith ha detto «Abbiamo accettato la decisione, rispettiamo la corte. Non siamo il partito dei colpevoli. Siamo quelli che vogliono sapere quello che realmente è successo. Faremo appello affinché venga cambiata la decisione – ha poi aggiunto – Nessuna critica alla giustizia italianaContinuiamo ad avere fiducia nella giustizia italiana Non facciamo nessuna critica. Sappiamo che quanto accaduto ieri era una possibilità. Che si può verificare in ogni sistema giudiziario e in ogni paese. Ma adesso si apre un altro interrogativo su cosa è realmente successo a Meredith. La cosa più triste per noi – ha sottolineato poi il giovane – è che ci sia qualcuno fuori che ha commesso questo crimine». In ogni caso «nessuno uscirà immune, né felice da questa situazione, né noi né Amanda». E «finché non abbiamo la verità completa è molto difficile che ci possa essere un contatto con Amanda. È stato uno choc. Siamo stati molto delusi dalla sentenza. È stato molto difficile perché non abbiamo nessuna risposta », ha detto Stephanie Kercher, la sorella di Meredith.L’avvocato Francesco Maresca, legale della famiglia Kercher, ha fatto notare che «i Kercher non hanno mai usato i media, perché in un processo non si usano i media», sottolineando la differenza con il comportamento dei Knox, che secondo l’avvocato «hanno creato l’ulteriore strumento della pressione mediatica. Come tutti i processi indiziati, possono ribaltarsi spesso sia in un verso che in un altro. Dobbiamo vedere che cosa diranno i giudici nelle motivazioni per giustificare la calunnia staccata da tutto il resto». Francesco Sollecito, padre di Raffaele, spera «che quando avranno effettivamente metabolizzato quanto è successo potrò avere uno scambio con i genitori di Mez perché si dovranno convincere che Raffaele e Amanda non c’entrano nulla con la morte della loro figlia e nello stesso tempo io potrò esternare loro tutta la mia vicinanza. È chiaro – ha sottolineato – che a me il figlio lo hanno restituito, a loro l’hanno tolta in maniera orrenda e nessuno gliela potrà restituire».E si dice sicuro che la sentenza «di fatto verrà confermata in Cassazione».