La figlia di Francesco Scalise: «Non abbiamo alcuna notizia» Intanto per la CISL inacettabile correre rische per poter lavorare

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E l’angoscia e la preoccupazione delle due famiglie sono vissute anche da entrambe le comunità dei due centri del lametino confinanti fra loro. Ieri le messe domenicali celebrate a Pianopoli e Feroleto dai rispettivi parroci, don Tommaso Buccafurni e don Pietro Folino Gallo, sono state caratterizzate dalla forte partecipazione emotiva dei fedeli presenti nelle due chiese. «Pregate per loro» è stato l’invito rivolto dai parroci di Pianopoli e Feroleto nel corso delle omelie in cui si è parlato in particolare di Scalise e Gallo. Il parroco di Feroleto ha invitato i fedeli «a stare accanto con discrezione alle famiglie dei due operai», affidandosi «all’opera della diplomazia italiana». Proprio su questo, nonostante l’ansia di questi momenti c’è fiducia per il lavoro della diplomazia tra l’altro in costante contatto con i familiari e le autorità, così come hanno confermato anche ieri i due sindaci di Pianopoli e Feroleto Antico, Gianluca Cuda e Pietro Fazio anche loro presenti ieri in chiesa. (Il quotidiano della Calabria – P.re.)

«Non è accettabile che si possano correre rischi così elevati semplicemente per poter lavorare», è quanto afferma, in una dichiarazione, il segretario generale della Cisl calabrese, Paolo Tramonti, che esprime «piena solidarietà e vicinanza ai lavoratori sequestrati in Libia e alle loro famiglie. Questa vicenda – prosegue Tramonti, ripropone ancora una volta in modo drammatico il problema della mancanza di lavoro nella nostra terra che costringe tanti, ed in numero sempre maggiore, a recarsi lontano da casa per assicurarsi una vita dignitosa»