La protesta degli “invisibili”

I disabili della comunità “Progetto Sud” marciano in carrozzina verso gli uffici dell’Asp in Via Perugini. Don Giacomo Panizza: hanno tagliato le terapie salvavita. Nunzia Coppedè: sono indignata

Sit-in di protesta questa mattina davanti agli uffici dell’Asp contro la decisione di non sovvenzionare fino alla fine di dicembre il servizio di riabilitazione del centro gestito dalla comunità “Progetto Sud”. La manifestazione è organizzata dal sodalizio fondato e presieduto dal sacerdote bresciano Don Giacomo Panizza e dalla Fish, la Federazione italiana superamento handicap in Calabria guidata da Nunzia Coppedè.

Alla protesta hanno partecipato i familiari dei disabili che usufruiscono della terapia riabilitativa praticata nel centro della “Progetto Sud”, struttura sul territorio ormai da molti anni e che accoglie utenti, minori ed adulti, da tutto il comprensorio.

Come disabile con questa vicenda mi sento violentata nei miei diritti. La soppressione del servizio non tiene conto delle linee guida della riabilitazione che richiedono la concretizzazione di un vero e proprio progetto di vita, non soltanto la terapia fine a se stessa” ha commentato Nunzia Coppedè.

La presidente della Fish fa notare che il direttore generale Gerardo Mancuso, nella missiva inviata agli operatori responsabili del centro di riabilitazione, scrive che garantirà le cure riabilitative a domicilio “ove possibile”. “Questo, sottolinea Coppedè, significa che non tutte le persone con disabilità potranno essere raggiunti nelle loro case dagli operatori sanitari dell’azienda, per poter usufruire delle cure necessarie. Inoltre l’Asp non si rende conto che ci sono disabilità gravissime per cui la cura riabilitativa è fondamentale. Se questa viene interrotta, si può anche rischiare la vita”.

A questo proposito don Giacomo Panizza ha scritto una lettera ai sindaci del comprensorio, annunciando che si farà promotore di questa lotta anche fra i suoi confratelli sacerdoti della diocesi: “Mi permetto di scrivervi questa lettera accorata per mettervi al corrente di un evento increscioso e lesivo dei diritti alla salute delle persone con disabilità residenti nei vostri comuni. La dirigenza dell’Asp sta negando loro le terapie riabilitative necessarie al mantenimento del livello già precario di autonomia e salute, terapie che per alcuni sono addirittura ‘salvavita’: necessarie per vivere, per respirare e potersi muovere nel letto o su una sedia a rotelle. Mi rivolgo a voi che avete ascoltato e condiviso il messaggio lasciatoci dal papa il 9 ottobre scorso, il quale ci ha detto che tra i problemi sociali più gravi di questo territorio e dell’intera Calabria c’è la tutela delle persone disabili, che richiedono crescente attenzione da parte di tutti, in particolare delle istituzioni”. Il sacerdote plaude al fatto che i sindaci in diverse occasioni abbiano difeso la sanità del comprensorio “che sta rischiando di venire dapauperato dei suoi presidi sanitari, di pianura e di montagna. Questo stesso rischio tocca anche i servizi sociosanitari territoriali, per l’esistenza dei quali l’Asp non risulta affatto attenta e propulsiva. L’attuale direttore generale dell’Asp ha incomprensibilmente tolto la riabilitazione funzionale e sociale ai disabili dei Comuni che voi rappresentate. Solo guardandole, queste persone, si capisce che necesssitano di terapia. Ma l’Asp, con tutta la sua scienza medica, non ha occhi per vederli. Siamo in tempi di tagli, in una contingenza storica che impone il Piano di rientro della sanità. E’ vero com’è altrettanto vero che anche è tempo di razionalizzazione e riprogettazione delle risorse disponibili”.