La strage di Cinquefrondi: strazianti le fasi del riconoscimento dei corpi agli ospedali di Polistena e Locri. Il magistrato ha disposto l’autopsia

cinquefrondi_-_incidente_mortale_400

cinquefrondi_-_tachimetro_incidente_mortale_400Nella sala Morgue dell’ospedale di Polistena si trovano a disposizione dell’autorità giudiziaria i corpi straziati dei quattro giovani di Siderno (i fratelli Napoleone e Gabriele Luciano, Giuseppe Figliomeni e Luigi Mory). All’obitorio dell’ospedale di Locri le salme di Pasquale Barbaro e del figlio Francesco. Nella tarda serata di domenica, al “Santa Maria degli Ungheresi”, è avvenuto il doloroso e straziante riconoscimento da parte dei familiari, letteralmente distrutti dal dolore, dei corpi dei quattro ragazzi di Siderno.
Non è stato per niente facile riconoscere alcuni di questi corpi rimasti sfigurati nello spaventoso impatto. Nello scontro frontale, la Mini Cooper con a bordo i quattro amici di Siderno si è disintegrata. L’impatto ha fatto sbalzare fuori dall’abitacolo i quattro occupanti. Sotto al viadotto, sono volati giù da 40 metri di altezza Giuseppe Figliomeni e Napoleone Luciano. Il primo è stato trovato esanime dietro ad una piccola casupola utilizzata come rimessa di attrezzati agricoli. Napoleone Luciano è stato recuperato più in là, ad una decina di metri, sotto ad un albero. Luigi Mory invece è stato sbalzato sul guardrail dove è rimasto incastrato ormai senza vita. Gabriele Luciano è rimasto sull’asfalto acconto ai pochi resti della Mini Cooper. Hanno dovuto faticare i vigili del fuoco per riuscire a recuperare all’interno della Toyota Yaris i corpi di Pasquale e Francesco Barbaro rimasti letteralmente incastrati tra le lamiere contorte dell’auto in cui stavano viaggiando.
Gli agenti della polizia stradale di Siderno e Brancaleone, dopo i lunghi e scrupolosi rilievi effettuati sul luogo dell’incidente, sono a lavoro per analizzare dati, immagini e riscontri, in modo da poter stabilire l’esatta dinamica del sinistro. Le indagini, partendo dal riuscire a capire chi tra le sei vittime si trovasse alla guida delle due auto coinvolte, dovranno anche stabilire se l’alta velocità di una delle due autovetture sia tra le cause del terribile impatto. Sull’asfalto è stato ritrovato il contachilometri della Mini Cooper con l’asticella ferma a 208 km e il contagiri del motore a 6.500 giri. Partendo da quella che oramai appare una certezza, lo scontro frontale tra la Mini Cooper e la Toyota Yaris, bisogna anche capire se una delle due auto, prima dell’incidente, abbia invaso la corsia opposta rispetto al proprio senso di marcia.