La tradizione natalizia dei novenari diffonde pace e serenità nel paese di Platania

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Le nenie natalizie, svegliando le persone all’alba mentre ancora stanno sognando, creano nel paese un clima di serenità e di dolcezza.  La tradizione della Novena risale a tempi lontani in cui nei nove giorni che precedono il Natale, nella chiesa di Platania, veniva celebrata una Santa Messa all’alba. In quella circostanza   alcuni giovani, suonando “L’inno a Gesù Bambino” per le vie del paese, portavano con loro una scatola di latta in cui raccoglievano olio usato per illuminare l’interno della chiesa. La tradizione della Novena platanese si tramanda di padre in figlio, di generazione in generazione e ha lo scopo di addolcire l’alba, ricordando che il Natale si avvicina e che Gesù Bambino sta per nascere, portando a tutti speranza e amore. Al  passaggio dei Novenari, alcune famiglie, che hanno in precedenza già provveduto ad addobbare la tavola con dolci, caffè, liquori, li stanno accogliendo in casa offrendo loro qualcosa di caldo al fine di riscaldare il corpo infreddolito e  scambiare gli auguri natalizi.
Alla Messa di Natale della mezzanotte, subito dopo l’intonazione del “Gloria”, i novenari, nella chiesa parrocchiale, accompagneranno la processione dal presbiterio al presepe, dove è stato deposto il Bambino Gesù. «Il risveglio dei fedeli al suono soave di brani dal sapore natalizio, eseguiti dei novenari – sottolinea il parroco don Pino Latelli da una parte è come una carezza data da un raggio di sole su volti talvolta segnati da lacrime di amarezza e  dolore  e dall’altra diventa occasione di un sincero scambio di auguri natalizi».
«È senz’altro una esperienza bella e positiva –
sottolinea il giovane scout Bruno Gallo – in quanto consente ai giovani di stare insieme, vivere il gusto della strada e assaporare la gioia della accoglienza di coloro che spalancano loro le porte di casa».
Lina Latelli Nucifero