Lamezia, Centro Studi Aletheia: “Parchi urbani, Lamezia va curata in fretta”

LAMEZIA TERME – “Se è vero che i parchi urbani rappresentano un indicatore dello stato di salute di una città e costituiscono uno spazio vitale per i cittadini, allora Lamezia va curata in fretta.
L’estate è ormai arrivata e vi è il desiderio di rigenerarsi nel verde. I parchi, ed in particolare il “Peppino Impastato”, il “XXV Aprile”, il “Felice Mastroianni”, e le aree verdi o le aree giochi dislocate in vari punti centrali e periferici della città, rappresentano per i cittadini i polmoni verdi e le aree strategiche per lo svago ed il relax, nonché importanti luoghi di riferimento e aggregazione per le nostre famiglie. Il tema della corretta ed efficace gestione è di primaria importanza per la Città.
Molti dei parchi sorti negli anni scorsi sono il frutto di un finanziamento ministeriale che aveva lo scopo di valorizzare le aree degradate. In seguito questi progetti furono giudicati in linea con la programmazione comunitaria e divennero progetti europei.
La realizzazione di questi spazi doveva servire per il rilancio di alcune aree urbane. Peccato che l’Amministrazione dell’epoca, anziché creare i presupposti per uno sviluppo economico e sociale duraturo, in modo miope, si limitò a cavalcare l’entusiasmo sorto al momento dell’apertura al pubblico e non predispose alcuna strategia di gestione e sviluppo in un’ottica di sostenibilità e partecipazione cittadina: su tutto, non furono coinvolti gli abitanti di quelle zone, non consentendo quindi di avviare un processo di affezione e cura nei confronti di un’area pubblica attraverso la promozione alla costituzione di comitati, molto utili nel vigilare le stesse aree e nella proposta. Non fu mai definita una strategia di più ampio respiro che mettesse a sistema i parchi stessi, ciascuno con le proprie peculiarità e la propria localizzazione.
Si seguì, pertanto, una logica dell’affidamento senza alcun piano di valorizzazione concreto. Per esempio, venne affidata la gestione dei parchi “Peppino Impastato” e “XXV Aprile” allo stesso soggetto con la conseguenza che il “XXV Aprile” venne quasi subito relegato in posizione secondaria: troppo “interessanti” erano le attività sul parco Impastato per dare al XXV Aprile la giusta attenzione e adeguati mezzi e risorse.
Chiusa quell’esperienza politico-amministrativa e scadute le convenzioni per la gestione, in assenza di una programmazione e di una strategia in sede di realizzazione dell’opera, si è passati inesorabilmente alla gestione delle sole emergenze.
Le conseguenze di queste mancanze sono sotto gli occhi di tutti: non si riesce a mettere a disposizione della città le aree verdi di cui dispone. Purtroppo anche in questo ambito la legalità non si improvvisa, ma si costruisce creando i presupposti affinché si possano prevenire situazioni rischiose, facili preda del malaffare, e possa veramente attecchire e divenire parte imprescindibile di ogni processo. La stessa Autorità Anticorruzione evidenzia come la mancanza di programmazione, che induce le amministrazioni ad adottare procedure di urgenza, è una delle principali cause di fenomeni corruttivi.
Oggi, queste aree (sia Parchi urbani che molte aree verdi) appaiono quasi tutte in completo stato di abbandono e negli ultimi giorni è stato licenziato dai Commissari un provvedimento di affidamento diretto ad una cooperativa per la cura del verde al solo scopo di evitare pericoli di tipo sanitario, sempre in una logica di emergenza.
E’ pertanto nostro auspicio che, anche attraverso la nascente Agenda Urbana, nella quale sembra che ci sia l’interesse del Comune a riqualificare le aree pubbliche culturali e naturalistiche della città, venga definita una strategia di lungo periodo affinché i parchi e le aree verdi diventino oggetto di progetti di rigenerazione urbana mediante il coinvolgimento diretto della popolazione e delle associazioni del terzo settore e chiediamo ai Commissari di pronunciarsi in tal senso”.

Centro Studi “Aletheia”