Lamezia, oggi la presentazione dei lavori di schedatura e foto-riproduzione fondo pergamenaceo dell’Archivio Diocesano di Lamezia Terme

LAMEZIA TERME – Da sempre uno dei problemi di maggior importanza in tutti gli archivi è l’usura delle carte antiche derivante dalla loro continua consultazione.
Se da un lato infatti, uno dei compito fondamentali degli archivi è quello della tutela e conservazione, dall’altro c’è l’imperativo della promozione e fruizione di questi beni culturali.
Come conciliare quindi questi due aspetti di importanza fondamentale per un archivio? La tecnologia ci viene in aiuto.
L’Archivio Diocesano della Diocesi di Lamezia Terme possiede un fondo membranaceo importante, costituito da diverse decine di documenti.
Un nutrito gruppo di questi è stato di recente sottoposto a intervento di restauro, presso la prestigiosa sede del centro per il restauro di Roma, e proprio con questo campione si è pensato di avviare un progetto che potesse mettere in condizione il consultatore di accedere agevolmente a questi documenti di grande importanza storica.
Grazie infatti alla contestualizzazione storica, alla schedatura e descrizione operata sul fondo dai studenti della 3 classi del Liceo Classico, oggi è possibili avere le prime coordinate per avviare una ricerca.
Gli studenti sono stati divisi in 4 gruppi e hanno operato ciascuno su campioni differenti di documenti, solo alla fine del lavoro si sono potute incrociare le informazioni acquisite in fase di schedatura per elaborare una sorta di regesto con i dati che individuavano alcune pergamene come corpus di unica committenza.
Una volta acquisiti i dati, questi sono stati consegnanti agli studenti dell’Istituto di istruzione superire Leonardo da Vinci, che ha visto la partecipazioni degli studenti divisi in due ambiti di lavoro.
Il primo, quello grafico, si è occupato delle problematiche relative all’acquisizione delle immagini con risoluzione tale da poterne ricavare livelli di ingrandimento utili a alla lettura e interpretazione calligrafica.
Quelli dell’informatico invece, ricevute le schede dai colleghi del classico, hanno costruito un sistema di base dati sul quale è stato successivamente sviluppato un software che prevedesse un lato amministratore un lato utente, quest’ultimo utile al consultatore per effettuare la sua ricerca su tutti i documenti senza mai più toccare un documento con le mani.
Questo lavoro virtualmente ferma in via definitiva il livello di usura dei documenti recentemente sottoposti a intervento di restauro, i quali custoditi secondo norme di conservazione ben precise, dovrebbero garantire livelli di durevolezza importanti.
Questo lavoro, che vede coinvolti due istituti di vocazione apparentemente diversi ma incredibilmente complementare, ha visto impegnati 27 alunni, che con la puntuale e professionale guida dei tutor scolastici, dal dicembre 2017 fino a maggio 2018 secondo calendari precisi fatti di scadenze e obbiettivi da raggiungere hanno avuto modo di familiarizzare con il sistema lavoro fatto di scadenze, risultati e obbiettivi.
Gli studenti hanno anche familiarizzato con il comportamento da utilizzare nelle sale letture degli archivi e delle biblioteche, sia come utenti che come addetti ai lavori.
L’utilizzo di speciali lampade come l’utilizzo dei guanti in cotone sono solo alcune delle regole che hanno dovuto imparare a rispettare e che sono ormai parte integrante del loro bagaglio culturale.
L’appuntamento è quindi per giovedì 7 giugno 2018 alle ore 11.00 presso la sala conferenze S. Giovanni Paolo II del Seminario Vescovile di Lamezia Terme per la presentazione del lavoro ormai giunto al termine.
Saranno presenti i tutor scolastici i dirigenti degli istituti coinvolti e gli alunni, i quali spiegheranno nel dettaglio le varie fasi del lavoro svolto.
In conclusione una simulazione di consultazione sul software elaborato mostrerà le nuove modalità di accesso e consultazione al fondo oggetto del lavoro stesso.