LAMEZIA TERME: tentato omicidio Cimino assolto per intervenuta prescrizione. Ieri è statza emessa la sentenza dopo sei anni di udienza

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Fatti per i quali, secondo il pubblico ministero, rappresentato nella precedente udienza del 29 ottobre dal sostituto procuratore Domenico Galletta, era necessaria una punizione molto rigorosa senza la concessione di alcun attenuante, con una richiesta punitiva di dieci anni di reclusione, alla quale perveniva dopo la riduzione di un terzo per effetto della scelta del rito abbreviato.
La difesa dell’imputato, rappresentato dall’avvocato Nicola Veneziano, da un lato aveva sollevato dubbi sulla identificazione di Cimino nella persona dell’aggressore, dall’altro aveva sostenuto l’insussistenza della volontà omicidiaria, poiché non vi era stata alcuna reiterazione dei colpi, né quello inferto era stato frenato dalla resistenza della vittima o dalla sua struttura fisica, ma era stato solo superficiale e quindi «non idoneo a rivelare il necessario animus necandi, ritenendo più corretta la qualificazione giuridica del fatto nell’ipotesi meno grave di lesioni aggravate dall’uso dell’arma».
Nell’udienza dell’altro ieri, in sede di repliche, il pubblico ministero Santo Melidona, aveva concluso la sua arringa chiedendo la condanna di Cimino a dieci anni di reclusione, mentre il difensore dell’imputato, l’avvocato Veneziano, ha insistito sulla richiesta derubricazione del fatto nel reato di lesioni personali, per il quale era, frattanto, maturata la prescrizione.
Il giudice dell’udienza preliminare del tribunale lametino, dottoressa Barbara Borelli, riqualificando il fatto, così come richiesto dalla difesa di Giovanni Cimino, ha emesso una sentenza di assoluzione nei confronti dell’imputato per intervenuta prescrizione. Finisce così una storia processuale, iniziata sei anni fa e conclusa con l’assoluzione dell’imputato, grazie alla prescrizione. (Gazzetta del Sud – G.na.)