Lamezia Terme: Un tributo dall’Uniter per la poetessa lametina Maria Cianflone Scaldaferri recentemente scomparsa

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Una poesia, però, che rappresenta anche un vissuto difficile, caratterizzato da luci e da ombre, a causa di una malattia che  la poetessa tentò coraggiosamente di sconfiggere. Una poesia, quindi, accostata al dramma  personale che assurge a dramma universale stemperato   nell’evocazione di   quel mondo, ormai scomparso, di cose antiche in cui si sono cresciuti suo padre e sua madre. Ecco perché la sua poesia di Maria Cianflone risuona di miti e di nostalgia preludendo molto tempo prima il decadimento del sociale  che tocca anche il pensiero. Significativi i versi della poesia “Il mio paese”, letta dalla vicepresidente Costanza Falvo D’Urso, nei quali emerge il rapporto conflittuale ed affettivo della poetessa verso il padre:  “Devo venire un giorno a passeggiare/ sul Corso Numistrano/ quando avrò tempo/… e intanto mi chiedevi/ di tutti e d’ogni cosa. /Ed io ti rispondevo un pò seccata/ di dovere ancora- /quasi appello di guerra – ad ogni nome/ dire: “Presente!”. Altrettanto incisivi i versi “A me lo specchio non dice la verità” (Nello specchio)  interpretati dal dottore Gianni Caruso secondo il quale essi richiamano un narcisismo positivo  in quanto fanno riflettere su temi esistenzialisti e altrettanto importanti i versi “ Racconto parole per farne monili per i giorni di silenzio” (Parole  letti da Giovanni Cimino secondo il quale in essi è presente tutta la poetica della poetessa Cianflone. Ma il vero testamento spirituale Maria Cianflone ce l’ha consegnato nell’ultima poesia “ Ora sono io mia madre”, letta alla numerosa platea dei convenuti, dalla sorella Adriana, visibilmente commossa.
LINA LATELLI NUCIFERO