Lamezia, Trame.8: il report della seconda giornata

LAMEZIA TERME – I pensieri e le parole dei sindacalisti uccisi dalla mafia, rievocati nello spettacolo teatrale – musicale di Moni Ovadia e Mario Incudine. Gli intrecci tra le mafie e le logge massoniche deviate. Il ruolo dell’editoria e del giornalismo per raccontare un Sud diverso, che non si rassegna. L’impegno di Trame nelle scuole, con il progetto #Trameascuola, coordinato da Maria Teresa Morano. Gioacchino Criaco e la sua “Maligredi”. Questi alcuni dei temi e dei protagonisti della seconda giornata di Trame.8 Festival dei Libri sulle mafie, in corso a Lamezia Terme.
Le ramificazioni internazionali della ‘ndrangheta e gli intrecci con le logge massoniche deviate al centro dell’incontro con il giornalista Arcangelo Badolati, lo storico John Dickie e il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri che ha dichiarato: “A Lamezia in occasione delle ultime indagini è stata accertato che alcuni politici locali si rivolgevano a cosche di ‘ndrangheta per ottenere voti. Tuttavia non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, non si può criminalizzare tutta la politica o intere frange delle istituzioni”.
A concludere la seconda serata di Trame. 8, l’anteprima nazionale dello spettacolo di Moni Ovadia e Mario Incudine “La terra è di cu la travagghia. Pensieri e parole dei sindacalisti uccisi dalla mafia” realizzato per Trame coinvolgendo attori e musicisti del territorio, che nei giorni scorsi hanno seguito il laboratorio “Trame di teatro”. “Io sfido quelli che li vogliono aiutare a casa loro. Sfido il Ministro Salvini a venire con me “a casa loro” e a dire alle multinazionali di andare via dall’Africa”, ha commentato l’artista prima dello spettacolo.