L’associazione Panificatori sollecita controlli: «La concorrenza degli abusivi ci sta mettendo in ginocchio»

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Inoltre, manca una chiara regolamentazione sulle licenze produttive. I panificatori onesti, già sottoposti ad un gravoso regime fiscale, alle restrizioni di accesso al credito, alla diminuzione dei consumi e a complesse e rigide procedure burocratiche – continua l’associazione – devono confrontarsi con la costante concorrenza sleale di venditori ambulanti abusivi che attentano alla salute dei cittadini offrendo un prodotto a basso costo, ma in condizioni igieniche, di produzione e distribuzione, non idonee.

È necessario far capire ai cittadini che per i panifici non è possibile abbassare il prezzo del pane ad 1 euro al kg perché vi sono spese di gestione da sostenere (tasse, luce, acqua, corsi di aggiornamento igienico-sanitario e sicurezza sul posto di lavoro) e gli stipendi ai dipendenti ai quali vanno aggiunti gli oneri contributivi, l’assicurazione Inail e l’incidenza Irap sul costo del lavoro. Oltre alle normative fiscali, vi è l’obbligo di rispettare anche importanti norme igienico-sanitarie per le quali i panifici sono soggetti a controlli in qualsiasi momento. Per responsabilità sociale non stiamo aumentando il prezzo dei prodotti perché vogliamo permettere a tutti l’acquisto di uno dei beni di prima necessità».
Partendo da queste premesse, Assipan annuncia che a breve verrà presentato un protocollo d’intesa con Asp e forze dell’ordine «per avviare una strategica coordinata dei controlli contro l’abusivismo».