Le cifre organizzative di un evento unico

E’ stato un palco ad alta cifra ingegneristica e architettonica quello che domenica ha ospitato l’Altare di Papa Benedetto XVI a Lamezia Terme, pensato e fatto realizzare per l’occasione da Ruggero Pegna, a cui la Diocesi lametina ha affidato l’allestimento dell’ intera area. Per tutti i quarantametri di facciata, infatti, nessun pilastro o traliccio è stato inserito a sostegno della copertura che, sostenuta da tiranti e plinti sistemati alle spalle di un doppio muro portante di elementi in ferro, si è spinta in avanti fino a dodici metri. Uno sbalzo notevolissimo, voluto appositamente per dare al Pontefice la visione di tutta la spianata senza alcun tipo di ostacolo e, al contempo, dare slancio alla struttura che, grazie a un allungamento centrale della profondità, richiamava anche la sagoma di una croce orizzontale. Una soluzione altamente complessa messa a dura prova nei giorni di montaggio dalle avverse condizioni metereologiche, in particolare dal forte vento che ha accompagnato brevi ma pericolosissime tempeste fino alla notte della vigilia. Oltre duecento tra tecnici e operai hanno lavorato notte e giorno, sfidando tuoni e fulmini, per fare in modo che tutto fosse pronto per la mattina di domenica. E’ così è stato. Per ultimo, si è fermato anche il vento, consentendo che potesse essere issata l’enorme croce che, appesa al braccio telescopico di una gru, ha sormontato la struttura per tutta la celebrazione, accogliendo l’arrivo del Papa dal vialone centrale dell’area. Ma le soluzioni tecniche studiate per questo palcoscenico sono state numerose, dalle immense quinte in un doppio strato di uno speciale tessuto microforato a prova di vento, alla controsoffittatura della copertura in leggerissimi telai bianchi, fino ad un vero ascensore arrivato da Salerno che ha utilizzato il Papa per scendere dal palco fino alla sua sagrestia, una sorta di mini appartamento arredato e dotato anche di inginocchiatoio, scrittoio e speciale servizio igienico. Significative le soluzioni sceniche, dalla piccola Croce di Cortale, unico elemento di decoro dell’enorme fondale bianco, al grande ulivo secolare, inquadratissimo durante la diretta di Rai Uno, fatto arrivare da un vicino uliveto. Una pellicola trasparente, rimossa a pochi minuti dall’arrivo del Papa, ha protetto i circa ottocento metri quadrati di pavimentazione della struttura e la rampa di venticinque metri che ha portato i celebranti all’Altare. Sedie, altare, ambone e poltrona papale, che da oggiAggiungi un appuntamento per oggi sono patromonio museale della Diocesi, hanno rispettato lo stile che ha guidato l’intero allestimento, di semplicità ma di grandissimo impatto, apprezzatissimo dai numerosissimi giornalisti accreditati, ai quali è stato offerto un servizio ad altissima tecnologia per collegamenti in diretta via isdn e via satellite. Una canalizzazione elettrica di due chilometri, sei gruppi elettrogeni, trecento bagni chimici, anche per disabili, torri alte quattordici metri con duecento diffusori acustici, sei schermi giganti a led, di cui uno predisposto per la trasmissione a sordomuti, quattro antenne della Infocontact per servizio wireless gratuito in tutta l’area, un palco-tribuna realizzato appositamente per orchestra e coro di quattrocento elementi, trecento segnali di ogni tipo e ben sei chilometri di transenne, sono alcuni degli altri numeri garantiti dall’ apparato organizzativo davvero imponente messo su da Ruggero Pegna. Una prova difficile e faticosa, superata a pieni voti da una macchina esperta e rodata in circa trent’anni di eventi. “Ringrazio Sua Eccellenza Monsignor Luigi Cantafora per la stima e la fiducia che mi ha dato – ha detto Pegna, visibilmente emozionato – Il mio ringraziamento va pure ai sacerdoti che ho conosciuto in questi giorni e a tutti i miei tecnici e operai, che hanno lavorato con immenso impegno per due settimane, anche di notte e in condizioni metereologiche avverse. Le immagini dell’’evento, probabilmente, hanno raccontato da sole l’impegno e lo sforzo profusi. Ho pensato a una struttura semplice, ma di grande impatto e dignità. Spero che ci siamo riusciti. E’ stata un’esperienza unica, emozionante e indimenticabile, che porterò per sempre nel mio cuore, peraltro nel giorno del mio compleanno. Insieme alla Comunione del Santo Padre, è stato il regalo più bello che potessi ricevere.” L’organizzatore, infine, ha voluto ringraziare l’Ufficio Tecnico comunale, la Lamezia Europa, l’Asi, la Fondazione Terina e la Infocontact per la preziosa collaborazione.