Lecce, Guardia di finanza sequestra una struttura turistica da 50 milioni di euro

Denunciate a piede libero 129 persone con l’accusa di lottizzazione abusiva

Una struttura turistica di Porto Cesareo, un immenso residence del valore di circa 50 milioni di euro, è stata posta sotto sequestro questa mattina dai militari della guardia di finanza della compagnia di Gallipoli, su ordine della Procura di Lecce. Oltre al sequestro preventivo per reati ambientali della struttura, disposto con decreto del gip Cinzia Vergine, ben 129 persone sono state denunciate a piede libero dalla guardia di finanza con l’accusa di lottizzazione abusiva.

La struttura turistica, edificata nei pressi della località ”Serricelle” nel comune di Porto Cesareo, e’ stata realizzata – si legge sul comunicato stampa delle Fiamme gialle – “in assenza di validi titoli autorizzatori e abilitativi ambientali”. Le indagini hanno accertato la “realizzazione di una lottizzazione abusiva a scopo edilizio dei terreni siti nella localita’ Serricelle” che sono, però, aree protette per le loro caratteristiche paesaggistiche (Palude del Conte/Duna di Punta Prosciutto e riserve marine) I finanzieri sottolineano come la costruzione dell’intero complesso immobiliare abbia causato una rilevante trasformazione urbanistica dell’area, sottoposta a vincoli ambientali e paesaggistici.

Prima dell’edificazione del complesso turistico, si legge nel comunicato, il consiglio comunale di Porto Cesareo aveva approvato una variante urbanistica al Piano Regolatore Generale, attribuendo ai terreni, precedentemente destinati ad uso agricolo, specifica destinazione turistico-alberghiera. L’intera procedura, però, è “da considerarsi illegittima, in quanto basata su due conferenze di servizi, rispettivamente risalenti agli anni 2002 e 2006, di cui la prima annullata con sentenza del Tar Puglia, e la seconda indetta illecitamente. Inoltre, la suddetta variante urbanistica è stata approvata senza tener conto delle prescrizioni di non alterazione del paesaggio regionale esistente, previste dal Piano Urbanistico Territoriale Tematico”.

La realizzazione del complesso immobiliare sarebbe quindi stata possibile grazie ad alcuni illeciti commessi dal sindaco pro tempore e dai responsabili pro tempore dell’Ufficio Tecnico del Comune di Porto Cesareo nonchè dai progettisti e direttori dei lavori per la costruzione del residence, denunciati alla Procura della Repubblica per reati contro la fede pubblica ed abuso d’ufficio. Tra le persone denunciate, ben 120 sono proprietari di appartamenti adibiti a case-vacanza, ubicati all’interno del villaggio turistico di proprietà di una società di capitali, denominata ”F.G.C.I. S.R.L.”.