L’ex pentito Governa parla del colpo alla Banca d’Italia che fruttò quasi 3 miliardi di lire

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Scenari criminali, quelli descritti da Governa, che fanno parte integrante degli atti che il prossimo 4 dicembre approderanno in aula nel giudizio per direttissima nell’ambito del processo “Medusa”. Così come agli atti di “Medusa” è stata allegata una dettagliata annotazione di servizio redatta il 2 maggio dello scorso anno da due sotto ufficiali dei carabinieri «a riscontro delle dichiarazioni rese da Governa nel corso dell’interrogatorio del 7 settembre del 2010, relativamente agli esecutori materiali dell’omicidio dei due netturbini Francesco Tramonte e Pasquale Cristiano, ed al tentato omicidio di Eugenio Bonaddio e l’ambito nel quale è maturata l’azione criminosa». Nella relazione i due marescialli, nel ricostruire la vicenda legata all’appalto ad una ditta esterna da parte del Comune per la raccolta dei rifiuti, riportano alcuni passi delle dichiarazioni di Governa «che era stato testimone degli accordi relativi all’affidamento del servizio». Accordi, scrivono i due sottoufficiali nell’annotazione di servizio, che furono raggiunti «in una riunione tenutasi presso l’abitazione di campagna di Governa».
Governa agli inquirenti avrebbe indicato anche il nome dei partecipanti e tra questi Pasquale Giampà detto “tranganiello”, (ucciso nel 2001), Francesco Giampà, detto il “Professore” e Giovanni Torcasio detto “u mindicu” (assassinato nel 2000). Dall’accordo, secondo quanto ha riferito Governa, fu estromessa un’altra cosca che reagì in maniera sproporzionata e violenta. Agli inquirenti Governa riferisce anche i presunti mandanti del duplice omicidio. Sulla base di alcune confidenze raccolte nel carcere da un collaboratore per il duplice omicidio dei due netturbini fu arrestato e processato Agostino Isabella che poi fu assolto. (Gazzetta del Sud – G.na)