Madre e figlia travolte sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria: pirata si costituisce

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L’auto dell’uomo che si è costituito ha ammaccature sulla carrozzeria che saranno analizzate per verificare la compatibilità con l’investimento. Per fugare ogni dubbio, la polizia stradale effettuerà gli stessi esami anche sulle auto degli altri automobilisti che si sono presentati e che hanno ammaccature di vario genere. Allo stato, dunque, nessun provvedimento è stato preso dall’autorità giudiziaria, mentre in ambienti investigativi si fa notare che l’uomo si è presentato ma non costituito dal momento che non a suo carico non era stato emesso alcun provvedimento di ricerca.

MONTALTO UFFUGO – Due corpi straziati, un uomo disperato che urla al telefono e una donna in fin di vita imprigionata tra le barre del guard-rail: sono le quattro del mattino sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria. E si è appena consumata una tragedia.
E.A., ispettore di Polizia, ha lo sguardo smarrito e chiede soccorsi: è appena sceso dalla sua auto, una Nissan Micra, di cui era alla guida. Viaggiava con la moglie, R.C. di 54 anni, e due amiche, Carmela Prezioso, 75 anni, e Giuliana Garritano, 40 anni, madre e figlia. Avevano trascorso insieme, in casa di comuni conoscenti di Montalto, l’ultima notte dell’anno. Era tardi e stavano tornando a casa, a Cosenza. L’atmosfera era gioiosa, tutto era andato per il verso giusto. Nulla lasciava presagire l’arrivo della morte.
D’improvviso, lungo il tratto dell’A3 che congiunge Montalto a Rende, un rumore assordante e poi una giravolta. La Nissan è stata violentemente tamponata da una Fiat Punto, condotta da un trentaseienne cosentino, che procedeva nel medesimo senso di marcia. Le tre donne, a causa dell’impatto e d’una imprevedibile sbandata, sono sbalzate fuori dall’abitacolo: la settantacinquenne e la figlia quarantenne sono finite sull’asfalto, l’altra è invece caduta in mezzo alle barre d’acciaio che separano la corsia sud da quella nord e la circostanza le ha salvato la vita.
La Prezioso e la Garritano sono state infatti subito travolte da altre due vetture che sopraggiungevano. Due auto condotte da sconosciuti che, peraltro, dopo aver investito i corpi non si sono fermati a prestare soccorso. All’arrivo delle ambulanze per la Prezioso e la Garritano non c’era più nulla da fare. R.C., al contrario, è stata subito trasportata in ospedale con fratture in varie parti del corpo e ricoverata in rianimazione. Il marito, E.a., oltre al grave choc, ha riportato solo delle forti contusioni.
L’autostrada è rimasta chiusa per quasi quattro ore. La Polizia stradale, guidata dal vicequestore Antonio Provenzano, ha voluto compiere accurate verifiche per ricostruire la dinamiche dell’accaduto anche attraverso l’acquisizione di preziose testimonianze. Poi sono partite le ricerche delle due vetture “pirata” di cui si conoscono modello e alcuni numeri di targa. La direzione delle indagini è stata assunta dal pm Domenico Assumma che ha incriminato l’autista della Fiat Punto per omicidio colposo. Sulle salme delle vittime sarà invece eseguita l’autopsia per stabilire se fossero già decedute quan do sono state travolte dai mezzi ora ricercati. (Gazzetta del Sud – A.ba.)

INTANTO IL MINISTRO CANCELLIERI ANNUNCIA INTERVENTI

La tragedia accaduta sull’A3 non ha lasciato indiffirente il Guardiasigilli. «Entro gennaio porterò in Consiglio dei Ministri un pacchetto di norme sulla giustizia che conterrà anche l’introduzione del reato di omicidio stradale»: è quanto annunciato dal ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri.
L’iniziativa dell’esponente di governo appare importante dopo tutto quello che è accaduto nel nostro Paese nell’ultimo anno. Di recente, a metà novembre, il ministro dell’Interno Angelino Alfano aveva reso noto che proprio sul reato di omicidio stradale era stato attivato con il ministero del Trasporti un gruppo di lavoro per verificarne praticabilità ed efficacia. Pochi giorno dopo era stato il sottosegretario ai Trasporti, Erasmo De Angelisi, a ribadire che si stava lavorando in tal senso e che il nuovo Codice della strada, il cui iter di riforma è in corso in Parlamento, avrebbe previsto maggiore tutela degli utenti vulnerabili come pedoni e ciclisti e sanzioni molto più dure, con l’introduzione dell’omicidio stradale. L’introduzione di un nuovo reato, con la modifica in questo caso della norma sull’omicidio colposo, coinvolge ovviamente anche gli uffici del ministero della Giustizia.
Ieri, interpellata telefonicamente dal Tg5, la Cancellieri ha confermato l’intenzione di procedere già a gennaio in questa direzione, con l’obiettivo di colpire «gli autori di questi reati, che sono gravi, per fare in modo che le vittime abbiano la giustizia che meritano.l Spesso infatti le famiglie delle vittime si sentono offese nel loro dolore perchè non hanno i riscontri che meriterebbero». Due giorni fa aveva lanciato un appello al Guardasigilli il padre di Stella Manzi, la bambina romana di 8 anni uccisa a Santo Stefano da un automobilista ubriaco, sotto effetto di droga e senza patente, che avant’iera è stato arrestato. E’ giusto, dunque, intervenire in modo significativo in qeusto settore normativo.