Maltrattava i genitori adottivi. Giovane allontanato da casa

Hanno denunciato il figlio adottivo per maltrattamenti in famiglia e il giudice ha ordinato il suo allontanamento da casa. La decisione è stata presa ieri dal gip Francesco Luigi Branda, del tribunale di Cosenza, che ha accolto la richiesta del pubblico ministero bruzio Paola Izzo. L’allontanato in questione è il giovane V.M., 20 anni, nato in Russia. Il nome è tipico dell’est europeo. Il cognome, invece, è quello della famiglia adottiva, originaria di Rovito, paesino della Presila cosentina.

V.M. è stato adottato all’età di nove anni dalla coppia di Rovito, che non era riuscita ad avere figli. Il giovane sembrava essersi ben adattato alla sua nuova vita calabrese, acquisendo finanche il dialetto di quelle parti. E’ arrivato anche a conseguire il diploma di ragioniere. Insomma, il classico iter formativo di un ragazzo.

In questi ultimi tempi, però, qualcosa non sarebbe più andata per il suo verso giusto. V.M. avrebbe iniziato a sfogare il suo malessere sui genitori, non più giovani, arrivando anche ad affrontarli a muso duro. Colpa, pare, della mancanza di un posto di lavoro. Ha provato, per qualche tempo, a lavorare presso un barbiere, ma la paga, quando c’era, non era sufficiente.

V.M. avrebbe sentito insomma forte la necessità di sentirsi un pò più autonomo nelle scelte di tutti i giorni e, di conseguenza, di non dipendere più dai suoi genitori. Una voglia di evasione che, qualche tempo fa, lo ha portato, sebbene fosse senza patente, a prendere l’auto del padre adottivo, e distruggerla contro un muro. E’ stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. V.M., ripreso dai genitori, avrebbe reagito a muso duro, insistendo con le minacce e i maltrattamenti. Da qui la denuncia presso i carabinieri di Celico e la relativa informativa inviata in Procura. Il fascicolo è stato affidato così al pm Paola Izzo, che ha incaricato delle indagini gli agenti della Questura di Cosenza. Il giovane, assistito dall’avvocato Matteo Cristiani, del foro di Cosenza, era stato anche interrogato dagli investigatori, ai quali ha confermato di avere avuto qualche problema coi genitori (“in paese – avrebbe detto – sono stimato, ma in famiglia non riesco a inserirmi”) e comunque promesso di avere in futuro un atteggiamento più responsabile. Alla fine, però, il fascicolo è giunto fino al gip Branda, che ieri ha appunto ordinato l’allontanamento del giovane da casa. “Non ci credo, i miei genitori mi hanno fatto questo…” ha detto a caldo al suo avvocato per telefono. Poi V.M. è sparito e fino a ieri sera ancora non si sapeva che fine avesse fatto. L’avvocato Cristiani ha iniziato le sue personali ricerche, sperando che abbia trovato almeno ospitalità presso casa di un amico. Di fatto, considerato che su ordine del giudice non può più andare in quella dei genitori, non ha altri posti dove andare.