Musella alla Chiesa calabrese: “Cari vescovi, basta equivoci. Contro la mafia fate come il cardinale Sepe”

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Il fiore che resiste al vento e si rigenera anche se lesionato è il simbolo di un cammino antimafia che il 2 maggio dell’anno prossimo celebra il ventennale. Ieri c’è stato un ospite istituzionale importante a rendere omaggio alla Gerbera Gialla, il sottosegretario Rossi Doria. Un maestro di scuola elementare nella Napoli che conosce problemi simili alla Calabria fino a un anno fa, oggi uomo di Stato orgoglioso di quello che le istituzioni fanno. Lo ha detto ai ragazzi e ha pure spiegato perché dire no alle mafie.
Primo: «Abbiamo bisogno di regole condivise. La mafia agisce con proprie regole in mezzo a regole comuni».
Secondo: «Dobbiamo realizzare l’eguaglianza, ovvero offrire a tutti le stesse opportunità. Le mafie premiano solo chi è dentro il sistema mentre devasta e uccide la speranza di chi sta fuori».
Terzo: «Le mafie impediscono lo sviluppo, impediscono che le risorse vengano utilizzate nel modo migliore perché se le accaparrano, scoraggiano gli investimenti esterni, non curano il bene comune e l’ambiente».
Come la scuola combatte le mafie? Facendo apprendere un metodo, che i ragazzi sapranno utilizzare quando diventeranno grandi. Le armi da affilare sono due: conoscenza e coraggio. (Calabria Ora – A.In.)