Napoli: chiude la strada dei presepi

Pastorai in rivolta, la via divisa in due da un palazzo pericolante

La strada dei presepi di Napoli, San Gregorio Armeno, a rischio crollo e i pastorai minacciano la serrata. Botteghe artigiane chiuse e niente fiera del 1 novembre, (quella che richiama turisti da tutto il mondo) se non sarà riaperta al transito in tempi brevi la strada dopo la chiusura di un ampio tratto decisa in seguito al rischio di crollo di un palazzo. Il giorno dopo la chiusura di una parte di via San Gregorio Armeno, a causa di un vecchio stabile pericolante, la voce tra abitanti e commercianti della zona è unanime. La via dei pastori, da ieri, è divisa a metà creando non pochi disagi a coloro che vi abitano, ai turisti ed ai negozianti. “Ogni anno deve succedere qualcosa in questa zona a ridosso della fiera – sottolinea Antonio Esposito, presidente dell’associazione San Gregorio Armeno – quel palazzo è stato bombardato durante la seconda guerra mondiale, ha subito alluvioni, raid di tutti i tipi ma nessuno se ne è mai interessato. Un solo intervento è stato fatto ma risale a tantissimi anni fa, poi più nulla. Ieri abbiamo detto all’assessore comunale che si è interessato al caso che se entro sette giorni non ci sarà la messa in sicurezza con la relativa riapertura della strada ‘faremo la guerra’ e chiuderemo negozi e bancarelle“. L’inizio della fiera è in programma per il primo novembre.

E’ un danno enorme quello che ci è capitato – racconta Gennaro, la cui bottega dista un paio di metri dall’area transennata – qui, ogni giorno, in un periodo normale, confluiscono circa 2000 turisti: è impensabile che si ritrovino questo spettacolo davanti agli occhi“. Intanto continuano ad arrivare gruppi di stranieri, appaiono meravigliati e c’é chi fotografa l’area transennata. C’ è anche chi, come Carmela, 90 anni ben portati, si preoccupa della sua salute. “Sono anziana e se mi sento male come fa l’ambulanza a venire da me? Oppure uno dei miei figli?”. A rassicurarla i commercianti della zona che le sono affezionati ma che ci tengono a precisare che il problema di via San Gregorio Armeno non è solo questo. “Dobbiamo allestire i nostri negozi per la fiera e ci ritroviamo a dover combattere con questa situazione – spiegano i maestri pastorai Genny Di Virgilio e suo padre Rosario – quello stabile versa in quelle condizioni da anni ma nessuno se ne è mai occupato. A questo punto cosa devo pensare, aspettano che ci sia il morto prima di intervenire?”. Stesso discorso per il maestro pastoraio Marco Ferrigno che parla di “isolamento coattò. “Ci hanno chiusi in gabbia – ha evidenziato Ferrigno – il lavoro di tutto un anno lo stanno distruggendo. Dovrebbe esserci sinergia tra tutti ed invece, ancora una volta, ci troviamo a combattere da soli e a dover fronteggiare l’ennesima emergenza. San Gregorio rappresenta uno dei fiori all’occhiello di Napoli eppure viene considerato zero o meno di zero. Basta con le emergenze, vogliamo che sia alta sempre l’attenzione in questa zona e non solo nel mese di dicembre“.