Natale: nella messa della Notte la preghiera del Vescovo Cantafora per gli ultimi e i vessati dalla ‘ndrangheta

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Al centro della meditazione del vescovo lametino, la gioia che scaturisce dall’evento di “Dio che scende sulla terra”: una gioia che penetra come luce, nelle tenebre delle tristezze e delle solitudini umane. “Troviamo gioia nei canti che sentiamo risuonare in questo tempio e in tutte le chiese – ha proseguito il presule – e questi canti risuonano in mezzo al dolore, in mezzo al deserto. Risuonano nei letti degli ospedali, nelle famiglie stanche per le fatiche di tutti i giorni.  La gioia di questi canti risuona ancora dove si vorrebbe invece far prevalere la notte e la morte.  Eppure una luce è sorta e niente può spegnerla o intaccare la forza del suo calore. Questa gioia risuona ancora nei luoghi dove si è sofferto e si continua a soffrire.”
“A quanti non hanno più forza per andare avanti – ha concluso Cantafora – gli angeli ancora questa notte dicono: Cristo è nato! E’ questo il messaggio che la Chiesa proclama attraverso la bocca di tutti i credenti. Non restiamo muti, non spegniamo la luce. Gli angeli che il Signore invia questa notte in questa città, siamo noi.”
A conclusione della celebrazione, Mons. Cantafora ha rinnovato gli auguri a tutta la Diocesi in particolare ai bambini, alle persone sole e a quanti soffrono nel corpo e nello spirito.
Il Vescovo di Lamezia ha inoltre trasmesso nel pomeriggio di ieri, tramite il canale YouTube della Diocesi, un messaggio di auguri nel quale ha rinnovato l’appello alla comunità lametina a“passare dalla logica chiusa dell’io alla grammatica del noi” e “a stupirci di fronte al Bambino Gesù in cui si rende visibile l’amore gratuito del Padre, attraverso il quale noi impariamo la fraternità, la grammatica del bene comune. Una città che mette al centro il bene comune, è una città che va verso la prosperità”