Nei fascicoli dell’operazione “Perseo” le rivelazioni dei pentiti sull’omicidio di Bruno Cittadino: è stato ucciso perchè era vicino al gruppo rivale dei Giampà

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Inoltre sarebbe stato eliminato perché «nell’ambito della cosca dei Torcasio, a Cittadino venivano affidati molteplici compiti, come quello di fare da “specchietto”, raccogliere i proventi delle estorsioni, trasportare, nell’ambulanza da lui condotta, esponenti o addirittura latitanti vicini alla cosca Torcasio». Giampà, inoltre, avrebbe deciso di eliminare Cittadino, in quanto «circa 4 anni prima del fatto aveva saputo che in un’occasione Cittadino, aveva promesso la somma di 50.000 euro alla persona che avrebbe attratto in un tranello Giuseppe Giampà, al fine di sopprimerlo». Circostanza questa che sarebbe stata confermata anche da Saverio Cappello. Inizialmente per compiere l’omicidio Giampà avrebbe incaricato «Angelo Torcasio, il quale riusciva a sottrarsi, adducendo di essere sottoposto a misure limitative della libertà personale».
Da qui la scelta di Giampà di incaricare Francesco Vasile, al quale in un incontro, in cui partecipava anche Maurizio Molinaro, illustrava il programma e le abitudini di Cittadino, al fine di rendere «più agevole l’azione omicidiaria». Mentre Giancarlo Chirumbolo avrebbe ricevuto, sempre da Giampà, «l’incarico di segnalare, mediante un telefono con scheda pirata, la presenza della vittima sul posto prefissato individuato nei pressi del posto di lavoro di Cittadino».
Nel giorno in cui fu fissato l’agguato, Maurizio Molinaro, che «inizialmente doveva partecipare in prima persona all’azione di sangue guidando il motociclo con a bordo il killer, si rendeva disponibile solo a condurre il motociclo da utilizzare per l’agguato, uno scooter di colore grigio, di provenienza furtiva, sul luogo, fissato per la partenza del fatto delittuoso, situato nei pressi dell’assicurazione Zurigo e a procedere alla successiva fase del recupero». Di conseguenza Vasile «proponeva a Giampà di realizzare l’omicidio da solo». Sul piano della ricostruzione Vasile, dopo aver indossato gli indumenti fornitigli e avere preso la pistola calibro 9 che gli ersta consegna da Giampà, posizionò l’arma tra le gambe e si avviò da solo a bordo del motoveicolo mentre Giuseppe Giampà faceva da staffetta alla guida di un’autovettura Toyota Yaris 3. Giunto nelle vicinanze del luogo indicatogli, Vasi-le notava Cittadino nei pressi della vetrina di un negozio di sanitari; pertanto, mentre ancora il veicolo era in corsa, impugnava la pistola con la mano destra, iniziando da distanza ragguardevole a sparare i primi colpi che andavano già a bersaglio.
Mentre Cittadino crollava a terra, Vasile continuava a sparare svuotando l’intero caricatore; quindi gettava l’arma e si allontanava raggiungendo una stradina privata situata in prossimità di via Dei Mille. Qui abbandonava il motociclo e raggiungeva a piedi il posto stabilito per il recupero dove trovava ad attenderlo Giuseppe Giampà e Maurizio Molinaro. A questi Vasile consegnava, per farli distruggere, il casco e gli indumenti utilizzati per l’agguato, quindi si allontanava con l’autovettura di quest’ultimo. (Gazzetta del Sud – G.na.)