Nel periodo della sua collaborazione Governa racconta l’omicidio Andricciola. “La vittima inseguita e uccisa”

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all’altezza della vecchia concessionaria Mercedes Tagliamento Auto di Mercuri Rosario, i due Torcasio Antonio e Francesco affiancarono l’auto dell’Andricciola e Torcasio Antonio sparò altri colpi all’indirizzo dell’Andricciola, che fu ancora colpito; a questo punto l’Andricciola ritornò indietro di nuovo in direzione del punto da cui era partito e dopo un po’ si fermò all’altezza del Piccolo Forno; qui scese dalla macchina e a quel punto Torcasio o Francesco lo finì con la sua mitraglietta skorpion; dopodiché i due killer fecero ritorno ognuno a casa sua».
Governa continua sostenendo che «io ero stato già avvertito il giorno prima dell’omicidio da Torcasio Antonio che il giorno successivo avrebbe ucciso Andricciola Francesco e che con lui sarebbe andato Torcasio Francesco, ma non mi spiegò le modalità esecutive dell’agguato, che appresi il giorno dopo l’omicidio dallo stesso Torcasio Antonio, il quale era tra l’altro preoccupato per il giorno dell’omicidio i fratelli Torcasio Domenico e Pasquale erano stati fermati ad un posto di blocco della. Guardia di Finanza». Governa precisa «che inizialmente alla guida della Fiat Uno era Torcasio Antonio; successivamente, allorquando l’Andricciola arrivò in prossimità della Tagliamento Auto e fu colpito la seconda volta per poi fuggire già gravemente ferito, Torcasio Francesco passò alla guida per lasciare più libertà di sparare a Torcasio Antonio, che si era reso conto di non riuscire contemporaneamente a sparare e a guidare, anche in considerazione che l’Andricciola era ormai gravemente ferito e quindi non avrebbe avuto modo di allontanarsi di molto e che doveva essere necessariamente finito». (Il Quotidiano della Calabria – P.re)