A New York il secondo campionato dell’olio extra vergine di oliva organizzato dalla Fimetica di Falerna

Il secondo “Extra virgin olive oil world championship” ovvero il Campionato del mondo dell’olio extravergine di oliva promosso dal sodalizio Fiera itinerante del medio Tirreno calabrese (Fimetica) di Falerna, si è svolto a New York, in prossimità di Times Square. Se la finale ha avuto luogo nella “Grande Mela”, le fasi eliminatorie con analisi e assaggi hanno interessato l’attrezzato e collaudato Centro ricerche e sperimentazioni in agricoltura di Rende (Cosenza). Solo gli oli che hanno superato le severissime selezioni sono stati ammessi alla finale di New York, dove assaggiatori internazionali ne hanno stabilito la classifica. Il team italiano è stato guidato da Biagio Rizzuti del Centro ricerche di Rende e da Corrado Tropea, cultore del settore agricolo. Gli oli partecipanti sono stati di altissima qualità anche perché in precedenza erano stati sottoposti a un’autoselezione da parte delle aziende interessate. Solo un olio è risultato abilmente taroccato e ovviamente escluso dal concorso. Che ha prodotto di fatto un panorama internazionale del settore. L’area dell’ex Jugoslavia ha presentato oli indubbiamente superiori, guadagnando il primo e il secondo posto della categoria “Extravergine”, grazie ad approfondite ricerche, maniacale coltivazione e lavorazione attenta. Questo ha consentito all’azienda Vanja Dujc di Capodistria di confermarsi al primo posto, già conquistato nell’edizione dell’anno scorso. Nella categoria “Biologico” ancora una conferma calabrese con l’azienda Vulcano di Crosia (Cosenza). Nella categoria “Dop” si sono classificate alla prima posizione la ditta siciliana “Villa Sottopera”, alla seconda la toscana “San Leo” e alla terza la “Maria Costanca Doutel De Andrade” del Portogallo. Anche gli oli provenienti dal Sudafrica e dal Cile sono stati giudicati positivamente; la Spagna ha confermato ottime posizioni; il Portogallo ha guadagnato ben due podi, giacché all’azienda portoghese “Acu shla” è stato attribuito un diploma di “Gran Menzione”, riconoscimento che ha riguardato oli che, pur non rientrando tra i premiati, presentavano qualità degne d’essere evidenziate. La Fimetica fa notare che la peculiarità del Campionato dell’olio extravergine d’oliva è che riguarda produzioni dell’anno precedente, per consentire agli oli di dimostrare d’essere in grado di mantenere un’ottima qualità per dodici mesi. Quanto ai risultati ottenuti dall’Italia, due oli del Sud si sono piazzati al primo posto nelle categorie “Biologico” e “Dop”. Un risultato incoraggiante, se si considera che si tratta di «un territorio che non sempre ha brillato nei concorsi. Effettivamente in queste zone negli ultimi anni si è fatto un buon passo avanti nella ricerca della qualità». Probabilmente all’elevato numero di aziende meridionali concorrenti ha contribuito pure l’ubicazione della sede calabrese delle preselezioni, infatti «alcune non avevano mai partecipato a concorsi, pur presentando prodotti rimarchevoli». Dopo la finale, il team italiano di assaggiatori da New York ha raggiunto la California dov’è attiva una sorta di boutique/cantina dedicata esclusivamente agli oli di quello Stato, che i clienti, prima dell’acquisto, possono assaggiare. La cultura dell’olio di oliva è abbastanza radicata e molti esigono olio di buona qualità.