Niente Ponte sullo Stretto

In queste ore in cui prevalgono nel mondo le preoccupazioni di quali saranno i futuri scenari economici-finanziari e si prevedono tagli sulle risorse pubbliche che certo non agevoleranno investimenti nelle infrastrutture ed interventi tali che possano favorire lo sviluppo delle regioni più povere di cui la nostra Regione detiene il primato, alcuni calabresi possono gioire e ritenersi pienamente soddisfatti. Mi riferisco al popolo dei “NO PONTE” che sicuramente avranno brindato alla notizia che la Commissione EU nella proposta di bilancio “Europa 2020” nel ridefinire gli investimenti relativi agli “assi di grande comunicazione” fa sparire il corridoio “Berlino-Palermo” in favore del corridoio Helsinki-La Valletta, cancellando quindi dagli investimenti europei le risorse per la costruzione del famigerato Ponte sullo Stretto di Messina. Grande risultato, quindi, che comporterà lo spostamento di 30 miliardi di euro, destinati alle grandi vie di comunicazione calabresi e siciliane verso Est, cioè verso l’ambientalista governatore Vendola che siamo certi non farà tante storie nell’accogliere nella sua regione quelle infrastrutture che insieme all’alta velocità già programmata dal governo nazionale, renderà la regione Puglia territorio centrale nello scacchiere Europeo.

E intanto della Regione Calabria cosa ne sarà?? Intanto in Calabria continueremo a discutere se è meglio il ponte, oppure riproporre all’Europa anziché di inserire la Calabria nella realizzazione del corridoio “Berlino-Palermo” (investimenti per 30 miliardi di euro) che vengano elargiti alla Calabria le somme previste nell’accordo Loiero – Prodi, pari a 865 milioni di euro, per fare qualche strada intercomunale con la quale si potrà certamente migliorare la viabilità regionale, ma che certamente non permetterà di fare entrare la Calabria nel sistema di sviluppo europeo e Mediterraneo. Se così sarà la frittata è fatta. Ancora una volta saremo tagliati fuori da un possibile rilancio della nostra regione e di una parte consistente delle popolazioni del Sud. Noi litighiamo, ci scontriamo, siamo incapaci di fare scelte, magari alcune volte forti e coraggiose, mentre altri fanno le scelte e ne traggono i benefici, magari anche cambiando idea dopo anni, traendo addirittura altri benefici per riparare a quelle scelte rilevatesi sbagliate. Noi discutiamo e litighiamo tra di noi incapaci di decidere e quindi di far sentire la nostra voce in Italia e in Europa, rilegando così sempre di più la nostra regione all’ultimo posto tra le regioni d’Europa.

Mi auguro che anche questa volta non finisca come tante altre volte in Calabria, enunciazioni, proclami, aspettative, per poi sciogliersi tutto come neve al sole, grazie soprattutto all’incapacità della classe politica di fare sintesi e far fronte comune nel rivendicare i diritti che questa nostra terra deve pretendere dall’Italia e dall’Europa. Da un anno a questa parte il Governatore Scopelliti sembra abbia le idee chiare e la passione, le competenze e la forza per far sentire la propria voce, penso che intorno a lui si debba organizzare il coro dei calabresi che, stanchi di essere ricordati e considerati solo per definirli ndranghetisti o mafiosi, facciano sentire le grida di protesta per rivendicare l’attuazione di quel piano di sviluppo delle infrastrutture di trasporto da parte dell’Europa di cui si parla da un decennio e che vede la Calabria diretta interessata, rivendicando inoltre che anche il governo nazionale inserisca nei suoi programmi l’alta velocità anche da noi, prevedendo anche lo smantellamento di quella parte della linea ferroviaria tirrenica che tantissimi danni crea ai nostri territori sia dal punto idrogeologico, ma soprattutto dal punto di vista ambientale e dello sviluppo turistico delle nostre meravigliose coste.

Antonio Gianfranco Barci

Vice coord. prov.le Scopelliti Presidente