Non solo celebrazioni. Pronto un rifugio per vittime di violenza

Convegni, dibattiti e statistiche. Ma anche tante iniziative concrete. Con questo spirito Cosenza ha celebrato ieri la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Una data che non si esaurisce negli angusti spazi di una giornata di incontri sul tema, ma che per le tante associazioni operanti sul territorio è diventato motivo di lotta e di passione. Una vera e propria missione, ispirata soprattutto dal caso di cronaca nera pià noto e devastante, quello legato al delitto di Roberta Lanzino. Da quel giorno di oltre vent’anni fa, molte associazioni hanno adottato il simbolo della studentessa violentata e uccisa come testimonianza del loro impegno. Innanzitutto i genitori, che hanno costituito una Fondazione che, tra le molte attività, ha realizzato una struttura capace di accogliere, ospitare e dare rifugio ad oltre venti donne vittime di violenze. La “Casa di Roberta”, costruita a Rende, aprirà i battenti a gennaio. Uno dei cinque piani è stato destinato anche all’acccoglienza di minori, e l’intero rifugio è stato arredato di tutto punto per restituire un ambiente, quanto più familiare possibile agli ospiti. Costruita con fondi Por della Regione, su suolo concesso dal Comune di Rende, oltre all’accoglienza abitativa, la struttura è anche dotata di ambienti di supporto e di servizio medico e psicologico, oltre che di socializzazione.

Un rifugio sicuro per sfuggire alle violenze familiari o alle persecuzioni da stalking, che però le donne non possono ancora utilizzare dato che la Fondazione, non ha ancora avuto l’accreditamento da parte della Regione. Una situazione di stallo dovuta al blocco dei fondi per il Piano di rientro sanitario della Regione, ma che ormai sta stretta ai tanti volontari della Fondazione che hanno deciso di aprire comunque a gennaio, a prescindere dall’arrivo del contributo regionale. Per il momento è già attivo il servizio “Insieme contro la violenza sulle donne e sui minori” con il numero verde 800 – 28 88 50, attivato dalla provincia di Cosenza, oltre ai servizi di consulenza legale agratuita e assistenza a domicilio. E la Fondazione ha voluto ricordare Roberta ieri con uno striscione esposto in un liceo cosentino.

Ma c’è anche un’altra realtà, a Cosenza, un Centro che porta il nome di Roberta e che ieri ha organizzato un momento conviviale con musica e letture al Caffè letterario, per parlare dei temi legati alla violenza e che ha lanciato un appello al neo Governo di firmare la Convenzione Europea per la prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne, nata a maggio a Istanbul e che costituisce il punto più alto raggiunto in questo lunghissimo percorso di armonizzazione delle leggi, delle politiche  e delle strategie di intervento, sottoscritta già da 16 paesi europei con l’impegno di superare la violenza di genere.