OMICIDIO CASSANO IONIO: i resti ritrovati nel baule sono della donna

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Prima è toccato al cinquantaduenne con un colpo sparato dietro l’orecchio, poi alla donna e, infine, al bambino. Il cadavere di “Betty” è stato quindi spostato perché uno dei sicari s’è posto al volante della Fiat Uno per trasferirla in un luogo isolato e darla alle fiamme. Bruciarla s’è rivelato indispensabile per cancellare tracce biologiche e impronte dattiloscopiche che avrebbero potuto successivamente rivelarsi utili agli investigatori. Il complice ha seguito lo spostamento a bordo di un’altra vettura fino a contrada “Fiego”. L’esame del codice genetico potrebbe a breve svelare l’arcano e confermare questo scenario per nulla suggestivo. Per uccidere le tre vittime sono state usate delle pistole calibro 7,65. Il dato è reso inoppugnabile dal ritrovamento di un bossolo all’interno dell’auto bruciata. Una pistola di calibro medio-piccolo è facile da nascondere nella tasca di un giubbotto, pronta per essere usata al momento opportuno. Così è stato la sera di giovedì. La Fiat s’è fermata nel luogo convenuto ed i sicari hanno sparato senza dare il tempo a Iannicelli di abbozzare un tentativo di fuga o di difendersi. Gli assassini hanno ammazzato pure la donna e il bambino perché sarebbero stati in grado di riconoscerli. Erano, evidentemente, persone che la ventisettenne e il piccolo “Cocò” avevano già visto. Ma non è finita. I carabinieri, guidati dal tenente colonnello Vincenzo Franzese, stanno compiendo approfondimenti anche su un altro fatto di sangue, avvenuto il 20 novembre scorso in via dell’Industria a Castrovillari.
Maurizio Scorza, 48 anni, pure lui cassanese, amico del sorvegliato speciale assassinato e in passato già oggetto di accertamenti investigativi, è scampato alla morte solo per una questione di fortuna. Qualcuno, infatti, gli ha scaricato contro cinque colpi di pistola calibro 38 ferendolo in modo grave. L’episodio, pur se registrato in una cittadina diversa, potrebbe aver rappresentato l’inizio di una strategia violenta avviata dalle maggiori consorterie locali per ristabilire il dominio sulle piazze di spaccio cassanesi. Il ferito, che dopo l’agguato non ha saputo fornire notizie utili agli inquirenti, vive infatti nel centro sibarita ed era spesso stato visto in compagnia di Giuseppe Iannicelli. La Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, intanto, conferirà domani l’incarico di eseguire l’esame autoptico sui resti carbonizzati al medico legale Arcangelo Fonti. Il risultato è destinato a rivelarsi determinante. Qualche tassello in questa storia deve ancora essere rimesso al suo posto. (Gazzetta del Sud – A.ba.)