OMICIDIO CASSANO: l’autopsia ha appurato fori di proiettili di due pistole di diverso calibro nei crani di tutte e tre le vittime

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Altre erano più grandi, segno che sono state provocate da ogive di calibro maggiore: probabilmente 38. Quindi hanno sparato due pistole, impugnate da altrettanti sicari.
Giuseppe Iannicelli è stato raggiunto da due colpi, uno alla fronte e un altro alla nuca, mentre uno solo, sempre alla testa, ne avevano la donna e il bambino. Dettagli che fanno pensare siano stati uccisi subito, tutti e tre, appena giunti all’appuntamento cui l’uomo era stato convocato. O quando sono stati bloccati per strada. Poi il cadavere della giovane straniera è stato spostato nel bagaglio e uno dei killer s’è messo alla guida mentre il complice lo ha seguito con un’altra vettura. Giunti nell’area della masseria, hanno cosparso la vettura di benzina e le hanno dato fuoco anche per eliminare possibili tracce biologiche lasciate nell’abitacolo dal criminale che l’ha condotta sino al luogo in cui è stata individuata domenica mattina. Ma appare verosimile che i tre siano stati uccisi subito dopo la scomparsa, giovedì sera. Anche se il figlio di Iannicelli solo il mattino successivo ha denunciato la scomparsa ai carabinieri, preoccupato che la sera precedente il papà non fosse tornato nonostante la sorveglianza speciale lo obbligasse a stare in casa dalle 20 alle 8 del giorno successivo.
Il procuratore di Catanzaro, Vincenzo Antonio Lombardo, ha confermato che la pista privilegiata motiva il triplice delitto con un regolamento di conti legato allo spaccio di sostanze stupefacenti. Sono filtrati dettagli sul contenuto della cassaforte di Iannicelli aperta nei giorni scorsi. Conteneva anelli e catenine e altri effetti personali. Niente soldi. L’obiettivo era il sorvegliato speciale mentre Betty e Cocò avrebbero pagato con la vita la fatalità di trovarsi assieme a lui. (Gazzetta del Sud – D.ma.)