Omicidio Di Matteo, chiesti 5 ergastoli

Il pm di Palermo, Fernando Asaro, ha chiesto la condanna all’ergastolo di cinque capi mafia, tra i quali il latitante Matteo Messina Denaro, e il boss Giuseppe Graviano, per il sequestro e l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, il figlio del pentito Santino, sequestrato nel 1993 e ucciso dopo 779 giorni di prigionia per convincere il padre a tornare nei ranghi di cosa nostra.

La procura ha, invece, chiesto dieci anni per il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza che si e’ autoaccusato del sequestro, nonostante non fosse mai stato indagato per la vicenda, e ha fatto il nome degli altri capi mafia imputati consentendo agli investigatori di aprire una quarta tranche di indagine sul terribile omicidio. Per la morte del bambino, infatti, sono gia’ stati celebrati tre processi. Il carcere a vita e’ stato chiesto anche per Salvatore Benigno, Francesco Giuliano e Luigi Giacalone. Il processo e’ stato rinviato al primo dicembre per le arringhe difensive.

Un messaggio ai pentiti, un avvertimento a chi aveva deciso di lasciare Cosa nostra. Questo, secondo il pm Fernando Asaro, fu il movente del rapimento del bambino, figlio del collaboratore di giustizia Santino. ”Di Matteo – ha detto Asaro ai giudici della corte d’assise di Palermo che celebrano il quarto processo sul delitto – venne rapito (per costringere il padre a tornare nei ranghi di Cosa nostra) e poi strangolato e sciolto nell’acido per contrastare la dilagante emorragia di collaboratori di giustizia e lui era l’anello piu” debole per colpire il sistema dei pentiti”.

”Il piccolo Giuseppe Di Matteo – ha aggiunto – non solo venne privato della sua infanzia ma fu torturato dai suoi aguzzini che prima lo sequestrano e dopo 779 giorni di prigionia lo uccisero strangolando un corpicino ormai inerme e poi lo sciolsero nell’acido”. Le richieste di pene sono attese in mattinata.