OMICIDIO VILLELLA: Giampà e Dattilo da assolvere. «Le testimonianze sono false»

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Secondo il difensore del foro lametino inoltre “molte testimonianze di questo processo sono state fantasiose“. A cominciare da Pina Jennifer, la vedova che a suo dire sarebbe stata guidata dall’accusa in alcune dichiarazioni. Ma ad essere definita “bugiarda” dal legale è stata Andrea Toroiman, la ragazza straniera ex compagna di Giovanni Giampà. Lei ha detto che direttamente dall’assassino avrebbe saputo cos’era successo quella sera tra le 22.30 e le 23 nelle campagne di Sant’Eufemia. Giampà in un momento di sconforto dopo l’omicidio le avrebbe confessato della trappola in cui era stato attirato Villella. I due s’erano messi d’accordo per andare a rubare piantine di poco conto in un vivaio vicino casa. Mentre Villella portava refurtiva verso il suo furgone è entrato in azione Dattilo col suo fucile: 4 colpi ben assestati, l’ultmo alla testa a bruciapelo.
Toroiman è interessata, non dice la verità“, ha sostenuto l’avvocato Marchese, “è separata dal compagno, vive a Firenze e condivide con lui un figlio. Con la condanna di Giampà scatta la perdita della sua patria potestà”. Così il bambino non dovrebbe più essere condiviso tra padre e madre.
Prima dell’arringa finale dell’avvocato Pino Zofrea è intervenuto Salvatore Staiano, del foro catanzarese. Che ha insistito: «Pina Jennifer e Andrea Toroiman sono le testimoni chiave di questo processo. Ma hanno detto la verità?». Secondo il legale le dichiarazioni della vedova non sono riscontrate, inoltre anche lei è imputata dell’omicidio ed anche condannata in appello (il processo alla Jennifer è stato più rapido avendo scelto il rito abbreviato).
Anche l’avvocato Staiano ha proseguito nel suo lavoro di diffondere dubbi in un processo che è sostanzialmente indiziario. «Non è possibile stabilire l’ora esatta della morte di Villella», ha ricordato il difensore, «perchè il medico legale ha indicato una forbice di tre ore, dalle 22 all’una di notte». Significa che se Villella è stato ucciso a mezzanotte Giampà viene scagionato dall’ex convivente, la rumena Toroiman, che l’avrebbe visto tornare a casa poco prima. Per Staiano inoltre mancano le prove scientifiche sul luogo del delitto: «Quanto raccolto dagli investigatori è ciarpane». Marchese, Staiano e Zofrea: gli imputati vanno assolti. La sentenza tra pochi giorni. (Gazzetta del Sud – V.le.)