OMICIDIO VILLELLA: Testimone a sorpresa il poliziotto Morabito che la sera del delitto era a Sant’Eufemia

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La cosa ha provocato il nervosismo della difesa in aula quando a testimoniare è stato Gianfranco Molinaro, ispettore al commissariato cittadino e coinvolto in prima persona nelle indagini sul delitto. Molinaro sapeva del collega Morabito che era passato davanti alla casa di Dattilo a Sant’Eufemia, e conosceva le dichiarazioni di Toroiman, ma su queste due circostanze non ha mai messo nero su bianco. Perchè, chiedono i legali della difesa?
Un processo che poteva sembrare risolto però non si sta rivelando così. Innanzitutto manca l’arma del delitto, nè sono state rilevate tracce di polvere da sparo su vestiti e sul corpo degli imputati. Ci sono tanti indizi, a cominciare dall’intreccio massiccio di chiamate e messaggini tra i telefonini “segreti” di Giampà e di Jennifer, che ha dichiarato di non essere stata la sua amante.
Gli avvocati della difesa, con in testa Leopoldo Marchese e Pino Zofrea, cercano di smontare il teorema costruito dal pubblico ministero Domenico Galletta. Fanno il loro mestiere insinuando dubbi nella corte presieduta da Giuseppe Neri affiancato da Domenico Commodaro e dai giudici popolari. Il 17 gennaio saranno sentiti altri testimoni, e alla fine gli imputati se ne avranno voglia. In un processo dove c’è Pina Jennifer più volte picchiata dal marito, che si sarebbe vendicata cospirando contro di lui. A volte la violenza sulle donne può riservare anche queste sorprese. (Gazzetta del Sud – V.le)