Operazione “Isola Felice” iniziati gli interrogatori gli indagati negano le accuse

Ieri mattina sono iniziati, davanti al gip Carlo Fontanazza, gli interrogatori di garanzia di alcune delle persone coinvolte nell’operazione “Isola felice”. Un’operazione portata a termine giovedì mattina dopo quattro anni d’indagini dalla polizia stradale lametina, che ha permesso di scoprire un’organizzazione specializzata nel “taroccare” patenti di guida e altri benefici, venduti fino a 3 mila euro ciascuno. Davanti al Gip sono comparsi 7 dei 17 imputati. Alcuni si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, mentre altri hanno respinto ogni accusa. Tra gli indagati che hanno deciso di rispondere Roberto Arcadia, ingegnere di 46 anni di Catanzaro, funzionario della Motorizzazione civile, che ha riferito al magistrato che il suo operato è stato corretto, per questo motivo il difensore ha chiesto la revoca del provvedimento. Per l’accusa Arcadia «rilasciava, compiacente il direttore Pastore, certificati di approvazione falsi (per veicoli allestiti o trasformati), e rilasciava patenti facili (false) come esaminatore allo scopo destinato e Adr (falsi) presso l’autoscuola De Sensi, d’accordo il direttore Pastore e turnando con l’ingegnere Gaetano De Salvo». Anche Francesco Laudadio, 62 anni di Catanzaro, dipendente della Motorizzazione ed ex assessore regionale ai Trasporti, ha respinto ogni accusa, sottolineando che il suo operato è stato regolare. Il difensore ha chiesto che il suo cliente torni in libertà. Secondo l’accusa Laudadio «accettava il ruolo d’esaminatore per le sedute d’esami da pilotare a beneficio dei candidati predestinati al conseguimento delle patenti facili (false)». Mentre Sebastiano Fruci, 58 anni, titolare di un’autoscuola a Curinga, ha scelto di non rispondere al Gip. Secondo l’accusa Fruci svolgeva profittando «del suo rapporto privilegiato con De Sensi e Pastore, il ruolo di reclutatore di candidati alle patenti facili da segnale al direttore Pastore perchè si provvedesse ad organizzare apposite sedute d’esami, teorico e pratico, da gestire e pilotare ad arte con il coinvolgimento di esaminatori ed impiegati». Nell’aula delle udienze preliminari è comparso anche Gaetano De Salvo, ingegnere e dirigente dell’ufficio catanzarese, che da quanto si è appreso ha risposto puntualmente ed in maniera specifica alle domande del magistrato. De Salvo avrebbe riferito su ogni circostanza, sostenendo la sua estraneità ai fatti e fornendo al magistrato atti amministrativi per dimostrare l’infondatezza delle accuse contro di lui. Secondo l’accusa, invece, in qualità di funzionario della Motorizzazione, De Salvo «rilasciava patenti facili (false) come esaminatore e rilasciava facili Adr (falsi) presso l’autoscuola De Sensi d’accordo il direttore Pastore e turnando con l’ingegnere Roberto Arcadia». Davanti al gip sono comparsi anche Carmelo Tripodi, 65 anni; Giulio Marino, 57 anni; Nicola Oliveto, 56 anni. Oggi davanti al Gip compariranno Achille Amendola, 40 anni, collaboratore di De Sensi; ed i titolari di autoscuole lametine Vincenzo De Sensi 49 anni, Gennaro Vecchi di 37, e Rosina Sgrò di 41. Nel pomeriggio sono previsti gli interrogatori di Luigi Zullo, 65 anni, pensionato di Catanzaro, definito dagli inquirenti il “faccendiere”; Andrea Cristini, 21 anni; Andrea Scalzo, 32 anni; Nicola Sola, 45 anni; Antonio Iozzo, 40 anni. L’ex direttore della Motorizzazione di Reggio Gaspare Pastore, è stato sentito per deroga dai magistrati dello Stretto ai quali non ha risposto. Le accuse sono, a vario titolo, d’associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, all’abuso d’ufficio, al falso ed alla truffa ai danni del ministero dei Trasporti. In tutto le persone coinvolte nell’inchiesta sono 161: le persone colpite da provvedimenti culturali sono 17, gli indagati 144.