Palermo: ruba due moto della Polizia. Ma nessuno interviene, gli agenti denunciano: ‘Per i tagli decisi dal Viminale abbiamo ridotto gli addetti alla sicurezza’

Un paradossale caso di furto a Palermo: domenica notte le telecamere di videosorveglianza poste davanti alla squadra mobile del capoluogo siciliano hanno ripreso per due volte un uomo che rubava due moto della polizia. La sequenza sembra quella di un normale furto, come se ne denunciano tanti a Palermo, ma in questo caso le moto erano quelle in dotazione alle varie sezioni della Mobile per indagini in borghese, dalle rapine alla mafia, e il furto e’ avvenuto davanti al tempio delle investigazioni in citta. All´ingresso della Boris Giuliano ogni giorno c´e’ la sorveglianza 24 ore su 24. I piantoni in servizio, per garantire la sicurezza attorno allo stabile, erano soliti essere sempre almeno tre. Da qualche tempo – raccontano i poliziotti – per colpa dei tagli decisi dal Viminale, c´e’ un solo agente che vigila davanti allo stabile e lo stesso agente deve anche controllare il monitor dove scorrono le riprese delle diverse telecamere posizionate intorno all´edificio. Domenica notte qualcosa non e’ andato come doveva, forse un colpo di sonno, oppure una distrazione. Sta di fatto che il piantone non si e’ accorto di nessuna anomalia nell´arco di quell’ora. Il furto e’ stato interpretato con preoccupazione dai poliziotti di lungo corso: “Abbiamo paura – dicono alla Mobile – che questo colpo sia stato messo a punto per lanciare un segnale. Chi ha rubato le moto sa che sono della polizia. Così non si puo’ andare avanti. Potrebbero mettere una bomba davanti all’ufficio e non se ne accorgerebbe nessuno”. L´anno scorso una nota del Viminale aveva lanciato l’allarme per presunti progetti di attentati da parte di Cosa nostra. Nel mirino della mafia sarebbero finiti il palazzo di giustizia e la sede della squadra mobile. E’ per questo che il questore aveva disposto una vigilanza alternata con due volanti davanti alla Boris. Vigilanza che pero’, negli ultimi tempi, sarebbe cessata per mancanza di auto. Dopo il furto si riaccende quindi la polemica sui tagli alla sicurezza. Soprattutto dopo che il 5 ottobre il Viminale aveva rifiutato di acquisire una moto Honda Sh 300 sequestrata in un blitz e messa a disposizione dal Tribunale. “La spesa per la rimessa in efficienza – ha scritto in una nota il ministero dell´Interno – è ritenuta eccessiva rispetto alle esigue disponibilità di fondi per la manutenzione”. Il mezzo e’ dunque rimasto all´autorita’ giudiziaria. “Per immatricolare una moto – spiega Giovanni Assenzio, segretario provinciale del Siulp – occorrono all´incirca 150 euro. Ebbene il governo non ha neanche quelli. Dopo le catture di grossi latitanti le risorse investite nella sicurezza sono sempre piu’ esigue”.