Panedigrano: l’atto aziendale non ha ottenuto il via libera della Conferenza dei sindaci

La denuncia del Comitato “Salviamo la sanità del Lametino” chiama in causa il direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale, Gerardo Mancuso, il quale, secondo la nota firmata da Nicolino Panedigrano, «ci ha voluto sorprendere ancora una volta. Evidentemente ci tiene molto a fare il primo della classe e nella fretta di primeggiare ha presentato un nuovo Atto aziendale senza l’obbligatorio parere della Conferenza dei sindaci. Con l’Atto aziendale precedente si era fatto beffe della norma che gli impone di consultare le organizzazioni sindacali ed il tribunale di Catanzaro glielo aveva prontamente bocciato. Ora invece non solo si è beffato dell’obbligo di consultare la Conferenza dei sindaci, ma ha fatto qualcosa di peggio e di più oltraggioso per le autonomie del territorio dell’intera Asp e dei primi cittadini che le rappresentano: ha sostituito il parere della Conferenza dei sindaci con quello del sindaco di Catanzaro». Panedigrano mette, quindi, in discussione la legittimità dell’Atto: «Si tratta di una scelta talmente aberrante che lo stesso sindaco del capoluogo, Michele Traversa si è ben guardato dall’avallarla personalmente ed ha preferito delegare il suo vicesindaco. Così mentre nelle altre Aziende sanitarie provinciali vengono convocate le Conferenze dei sindaci, che por lo più esprimono pareri completamente e totalmente negativi sugli atti aziendali presentati, a dimostrazione di una errata impostazione generale dell’intera programmazione, il comprensorio lametino, che è il 40 per cento del territorio dell’area di competenza dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, deve subire l’onta di un parere allegato “per ricevuta” espresso dal Comune “capofila” (ma capofila di che, visto che la Conferenza dei sindaci non è mai stata convocata?), comune che, tra l’altro, annovera altre tre Aziende (Pugliese-Ciaccio, la Materdomini e la Fondazione Campanella) e ben cinque cliniche private». Panedigrano si augura che «la vicesindaco di Catanzaro, Maria Grazia Caporale, prima di esprimere parere favorevole abbia ben studiato e soppesato l’atto aziendale nei cinque giorni, compresi sabato e domenica, che le sono stati concessi. Così come siamo altrettanto certi che ella abbia dato il suo parere di aderenza dell’Atto aziendale alla programmazione regionale, valutando ben benino tutti gli aspetti relativi alla organizzazione della attività ospedaliera nei presidi di Lamezia Terme e di Soveria Mannelli, nonché quelli relativi alla organizzazione dell’attività sanitaria territoriale dell’intero comprensorio di Lamezia. Solo pensiamo che il Direttore Generale Mancuso avrebbe forse potuto ricordare al vicesindaco di Catanzaro che i sindaci di tutto il comprensorio di Lamezia, quelli della zona montana di Soveria Mannelli, nei mesi scorsi avevano preso posizione all’unanimità ed in più occasioni pubbliche contro le decisioni dello stesso Mancuso, allora commissario dell’Asp » . Il Comitato dichiara come il ruolo della Conferenza dei sindaci sia «quello di esprimere e recepire il bisogno socio-sanitario delle comunità locali e di corrispondere così alle esigenze sanitarie della popolazione».