PORTO DI GIOIA TAURO: lo scalo isolato con 600 soldati. Accadrà durante il trasbordo delle sostanze chimiche

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Una volta carica, la nave uscirà dalle acque territoriali italiane per trasferirsi in acque internazionali, nel tratto di mare tra Malta, Libia e Creta «dove svolgerà le attività di distruzione». Processo che durerà sembra almeno 3 mesi.
I residui della distruzione saranno trasferiti a Munster, in Germania, perché possano essere convertiti in sostanze utilizzabili dall’industria. Fulcro dell’impianto è una tanica di titanio di oltre ottomila litri di capienza, in cui vengono pompati agenti come sarin e iprite, mescolati quindi con acqua, idrossido di sodio e candeggina, per essere poi riscaldati.
Questo processo favorisce l’idrolisi dei composti, che sono scissi in frammenti più piccoli. I prodotti di questa idrolisi possono quindi essere smaltiti presso impianti commerciali per il trattamento di rifiuti pericolosi.
Si aspetta comunque l’incontro fissato a Palazzo Chigi dal Presidente Letta per saperne di più. Intanto ieri i parlamentari M5S hanno chiesto al governo un’informativa urgente, perché riferisca alla Camera i dettagli, anche per gli interventi di prevenzione.
I parlamentari M5S calabresi Dalila Nesci, Federica Dieni, Nicola Morra e Paolo Parentela, hanno anche incontrato ieri mattina il sindaco di Gioia Tauro, Renato Bellofiore, e poi il primo cittadino della vicina San Ferdinando Domenico Madaffari. «Urtati dall’immobilismo del governatore regionale Giuseppe Scopelliti, hanno assicurato il loro impegno ai due sindaci perché il governo li informi sulle operazioni da svolgere e sulla sicurezza dei cittadini» dice una nota dei grillini.
Nesci, Dieni, Morra e Parentela hanno infomrato Bellfoiore e Madaffari su quanto detto in una recente audizione dai ministri Maurizio Lupi ed Emma Bonino ed hanno denunciato «che il governo non ha informato affatto gli amministratori locali, che hanno appreso del trasbordo dalla stampa estera e nazionale»
«I sindaci sono stati lasciati da soli
– hanno insistito i parlamentari M5S – e senza chiarimenti su come tutelare la salute pubblica di cui sono responsabili. Pressiamo il governo perché adotti ogni misura di protezione civile e un piano di sicurezza condiviso. Il presidente del Consiglio Letta, cui abbiamo chiesto di partecipare all’incontro che martedì 21 gennaio avrà con Bellofiore e Madaffari, dia garanzie circa, la massima assistenza sanitaria negli ospedali del territorio, che vanno attrezzati in modo adeguato». Nesci, Dieni, Morra e Parentela hanno detto che vigileranno sull’operazione di trasbordo ed hanno chiesto siano presenti anche ministri del governo, in modo da rassicurare, così, l’opinione pubblica calabrese e della Piana di Gioia Tauro. Ma sulla riunione di Palazzo Chigi interviene con una nota la Cgil calabrese secondo la quale, «dopo le prime confuse e irrazionali posizioni il sindacato valuta positivamente l’evoluzione della discussione sulla questione del trasbordo delle armi chimiche al porto di Gioia Tauro. Dopo la brutta figura di cui si sono resi protagonisti le istituzioni locali e la Regione, e dopo i ritardi del Governo nazionale sulla necessaria informazione dell’intera vicenda, la situazione adesso si va evolvendo sul terreno nazionale. L’annunciato incontro di martedì fra il Presidente del Consiglio Letta e il Presidente della Giunta regionale, i sindaci, l’Autorità Portuale è importante e ci auguriamo emergano idee propositive non solo relativamente alla sicurezza delle operazioni di trasbordo ma anche rispetto al rilancio ed allo sviluppo del porto odi Gioia Tauro». Ma la Cgil manda anche un altro segnale al governo è alle istituzioni locali e cioè «che il Sindacato non delega nessuno a rappresentarlo sulle questioni che riguardano la sicurezza del lavoro e non solo per questa importante operazione». Per questa ragione ha annunciato che chiederà al Governo nazionale un confronto con il sindacato nazionale e locale sia sulla sicurezza del lavoro e sia sul rilancio delle attività commerciali di un porto che, per la sua posizione strategica nel Mediterraneo e per la sua capacità tecnologica, ancora non è stato utilizzato appieno, come dimostrano i ritardi nell’area industriale del retro porto o quelli relativi all’iter dell’approvazione della Zes . Per oggi pomeriggio è attesa la riunione ditutti i sindaci della Piana che avrà luogo nella sala consiliare di San Ferdinando. (Il Quotidiano della Calabria – M.al.)