PORTO GIOIA TAURO: al via le grandi manovre in vista dell’arrivo delle armi siriane

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Mondo più sicuro certo, ma sulla sicurezza della popolazione della Piana di Gioia Tauro non è stata ancora fornita una informazione completa. Sarà pure chiuso il terminal (probabilmente per qualche ora), arriverà anche l’esercito (circa 600 uomini) ma che cosa arriva dalla Siria ancora non è dato conoscerlo. In ogni caso se si sta mettendo in moto una macchina organizzativa di questo tipo non possiamo certo credere alle parole del governo secondo il quale già sono transitate sostanze pericolose a Gioia Tauro.
Obiettivamente non si ricordano a Gioia Tauro militari quando sono transitate queste sostanze. E non era mai stato oggetto di una revisione straordinaria il piano di sicurezza che, è vero, ogni giorno applicato ha reso il porto eccellente sotto questo punto di vista. Secondo quanto si è potuto apprendere c’è lo stato di massima allerta anche per la marina militare italiana, l’esercito, l’aviazione e la Capitaneria di porto con altre unità da guerra a controllo dell’operazione che, è bene ricordarlo, si svolgerà in acque territoriali siciliane e calabresi in presenza di arsenali bellici di altre nazioni, due delle quali appartenenti ad alleanze contrapposte alla Nato. Inoltre, ci dovrebbero essere 500/600 paracadutisti a terra, dislocati nell’area portuale.
Ma cosa arriverà all’interno dei container provenienti dalla Siria? Nessuno al momento sembra saperlo. Potrebbe informare tutta la Calabria in modo esaustivo il governatore della Calabria che venerdì riferirà durante una seduta del Consiglio regionale. Il presidente del Consiglio Francesco Talarico, infatti, ha convocato per venerdì alle 12 la seduta dell’assemblea legislativa. Due i punti all’ordine del giorno: il question time, ad apertura dei lavori, e l’informativa del presidente della Giunta regionale Giuseppe Scopelliti in ordine al trasbordo dell’arsenale chimico siriano nell’area di Gioia Tauro.
«Abbiamo deciso — ha detto il presidente Talarico — di dedicare molto spazio al question time, che per l’occasione non si limiterà alla consueta ora di interrogazioni da parte dei consiglieri, al fine di esaurire e completare le tante questioni ancora aperte e che attendono risposte. Per quanto riguarda, invece, la delicata vicenda dell’approdo al porto di Gioia Tauro della nave contenente armi chimiche siriane, sarà interessante ascoltare quanto avrà da comunicare il presidente della Giunta per capire effettivamente lo stato dell’arte della problematica, alla luce anche dell’incontro tra il presidente Scopelliti e il Governo nazionale».
Dopo la riunione del Consiglio regionale toccherà a quello provinciale di Reggio. La seduta si terrà lunedì 3 febbraio al Comune di San Ferdinando dove sarà discussa tutta la questione. Intanto sono state firmate le prime richieste di convocazione del comitato portuale. Ci sarà la seduta? E che valore avrà? (Gazzetta del Sud – A.na. – D.la.)