Predisposta un’ottima rete di emergenza per garantire l’assistenza sanitaria a Benedetto XVI

Garantita la sicurezza sanitaria di Papa Benedetto XVI in occasione della visita pastorale in Calabria, grazie alla rete predisposta e coordinata dall’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro guidata personalmente dal direttore generale dott. Prof. Gerardo Mancuso. “Abbiamo predisposto due livelli di organizzazione – spiega il direttore generale – il primo livello riguardava la rete di emergenza dei fedeli che si trovavano nella spianata dell’ex Sir, dove abbiamo ubicato dei punti di accoglienza e di pronto soccorso, oltre che allocato delle ambulanze all’interno di tutta l’area. Sono state inoltre allestite delle tende da campo dove abbiamo realizzato degli ambulatori, e dove era presente personale medico e infermieristico, in modo da mettere in sicurezza, sotto il profilo sanitario, un’area che doveva accogliere circa 40-50mila fedeli. Il secondo livello di organizzazione – sottolinea Mancuso – era quello relativo alla sicurezza sanitaria del Papa. Il Vaticano ci ha infatti chiesto di mettere in modo una macchina sanitaria poter far fronte a eventuali problemi di salute del Pontefice. Questa macchina, se pur tarata per il Papa, con un’intensificazione dell’organizzazione per evitare sovraesposizioni, è comunque già attiva, in condizioni normali, per tutti i cittadini, che possono trovare risposte efficaci all’interno del nostro ospedale. Per il Pontefice abbiamo solo intensificato il sistema, con la predisposizione di percorsi speciali, sia per tutelarlo dal punto di vista della privacy ma anche della persona: quello che è successo in Germania ha molto condizionato questa visita del Papa in Calabria. Per questo – prosegue il direttore generale – nella rete dell’organizzazione sanitaria che abbiamo messo in piedi, abbiamo dovuto tenere conto anche di una logistica che tutelasse Benedetto XVI, anche sotto il profilo dell’accesso delle persone in quell’area, per questo abbiamo dovuto disegnare un accesso blindato”. L’organizzazione della rete di emergenza ha previsto la costituzione di una equipe polispecialista di sanitari, diretta personalmente dal Prof. Mancuso, che ha coinvolto molti operatori e chirurghi della sanità lametina, come Dott Carmine Zoccali,Dott Carmelo Nucera, dottsa Annamaria Mancini, dottssa Caterina Firorelli, dott Salvatore Galea, dott Massimo Calderazzo ed il dott Giuseppe Panella quale direttore sanitario. Coinvolti anche il prof. Ciro Indolfi per la cardiologia interventistica, dott Claudio Ceccotti primario neurochirurgo dell’ospedale di Catanzaro ed il dott domenico Consoli primario della stroke unit di vibo. “Questa equipe – aggiunge Mancuso – che è stata operativa per tutta la durata della visita del Pontefice in Calabria, dalla mattina alla sera, ha organizzato da tempo una rete di assistenza molto precisa, pronta ad intervenire in caso di necessità. Per questo ringrazio per la disponibilità l’equipe e tutti i collaboratori, anche perché all’interno di ogni singola unità operativa abbiamo creato un gruppo selezionato che poteva assistere il Santo Padre. Una macchina organizzativa – sottolinea Mancuso – che ha avuto come sede operativa l’ospedale di Lamezia, ritenuto dal Vaticano idoneo ad accogliere il Papa ed eventualmente assisterlo in caso di necessità. Sono stati effettuati dei sopralluoghi a luglio, settembre e nei giorni precedenti alla visita, per vedere se tutto fosse a posto, e dal Vaticano hanno visto che non solo era tutto ok, ma anche che la tecnologia e l’organizzazione presente nel nosocomio è di ultima generazione. Avrebbero potuto fare una scelta diversa , ad esempio rivolgersi all’università che dista pochi chilometri da Lamezia, invece hanno scelto il nostro ospedale perché ritenuto idoneo. Lo stesso medico personale del Pontefice mi ha chiamato per ringraziarmi per la sensibilità e l’organizzazione che abbiamo dimostrato. Questo mi ha reso orgoglioso e mi ha fatto molto piacere, perchè non accade tutti i giorni di assistere il Papa in un suo viaggio. Infine – conclude Mancuso – abbiamo predisposto anche un’altra rete di assistenza, molto discreta, con un’ambulanza dedicata con la rianimazione, che a distanza ha seguito tutta la visita del Papa. Abbiamo fatto un buon lavoro, che è stato multidisciplinare, che è stato un fiore all’occhiello della nostra Azienda”.