PROCESSO PERSEO: a marzo le prime due udienze per 67 imputati

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Tuttli gli altri dovranno comparire invece l’11 marzo davanti al tribunale di Lamezia. Sono Nino Cerra, Emiliano Fozza, Domenico Sirianni, Andrea Crapella, Michael Mercuri, Angelo Paradiso, Antonio Ventura, Giuseppe Grutteria, Paquale Bentornato, Antonio De Vito, Francesco Renda, Luigi Trovato, Luciano Trovato, Antonio Muraca, Gino Strangis, Pino Strangis, Antonio donato, Giorgio Galiano, Antonio Fragale, Francesco Costantino Mascaro, Giovanni Cosentino, Pasquale Catronna, Antonio Notarianni, Vincenzo Giampà, Claudio Paola, Eric Voci, Saverio Torcasio, Pino Scalise, Fausco Gullo, Emanuele Strangis, Carmine Vincenzo Notarianni, Pasquale Notarianni, Giuseppe NOtarianni, Carmen Bonafè, Vincenzo Torcasio, Renato Rotundo, Paquale Gigliotti, Luciano Arzente, Davide Giampà, Saverio Giampà, GìDavide Orlando, Luigi Mancuso, Alessandro Villella, Gianluca Giovanni Notarianno e Antonio Giampà. Tutti accusati di associazione mafiosa e reati vari, tra cui truffa ed estorsione.
Di concorso esterno nel clan Giampà sono imputati gli avvocati lametini Giovanni Scaramuzzino, Giuseppe Lucchino e Tiziana D’agosto, che avrebbero collaborato con la cosca nelle truffe alle assicurazioni: falsi incidenti stradali e incasso del risarcimento danni. Stessa accusa per Carlo Curcio Petronio, ortopedico dell’ospedale lametino, che avrebbe rilasciato falsi certificati medici dopo gli incidenti simulati. Nessun giudizio immediato è stato chiesto per i due politici coinvolti nell’inchiesta Piero Aiello, senatore del Pdl ma imputato nella sua qualità di ex consigliere regionale, e Giampaolo Bevilacqua, arrestato e poi scarcerato, consigliere provinciale del Pdl ed ex vicepresidente della Sacal, la società di gestione dell’aeroporto lametino.
Nel processo “Medusa” era accaduto circa un anno fa che tutti gli imputati, uno escluso, aveva chiesto di essere sottoposto al rito abbreviato, ottenendo così sconti di pena di un terzo. Anche in quest’altro processo potrebbe accadere qualcosa del genere, per cui le udienze si terranno a porte chiuse.
L’Operazione “Perseo” è scattata nel luglio dell’anno scorso. Per la prima volta in un’inchiesta antimafia a Lamezia sono coinvolti esponenti politici, avvocati, medici e assicuratori. Che secondo gli inquirenti sono collusi con gli affari della cosca guidata da Giuseppe Giampà, il giovane boss figlio di Francesco “il Professore”, che da oltre un anno collabora con la giustizia. Con lui ci sono almeno altri 13 pentiti che con le loro dichiarazioni hanno praticamente cancellato il clan che dominava Lamezia Est.
Il fulcro degli affari della cosca erano lo spaccio di droghe e le estorsioni agli imprenditori della città. Ma il clan organizzava anche numerose truffe alle compagnie assicurative denunciando incidenti stradali mai accaduti. Falsificando tutto: testimonianze, attestazioni delle autocarrozzerie, certificati medici e assistenza legale.
Molti degli imputati dei due nuovi processi “Perseo2 sono stati condannati in primo grado nell’operazione “Medusa”. Ad incastrarli sono le dichiarazioni di tanti pentiti che coincidono fral loro.
Dalla parte della difesa un esercito di avvocati, da Antonio Lomonaco e Leopoldo Marchese, da Francesco Gambardella a Giuseppe Spinelli, da Paolo Mascaro ad Antonio Larussa, da Giancarlo Pittelli a Stefania rAnia, a Lucio Canzoniere a Renzo Andricciola, da Francesco Pagliuso a Pino Zofrea, Francesco Siracusano e Domenico Villella. (Gazzetta del Sud – V.le.)