Provincia Reggio Calabria: presentazione linee programmatiche

UN CAMBIO DI PASSO PER UNA PROVINCIA DI TUTTI.

Il principale obiettivo di questa neo eletta Amministrazione Provinciale e del sottoscritto Presidente in prima persona è quello di cambiare passo. Ciò significa trasformare il territorio con progetti innovativi e politiche differenziate, accomunate dai principi di solidarietà, uguaglianza nelle opportunità e nelle condizioni di partenza, efficienza, rispetto dell’ambiente, dei diritti sociali, delle libertà individuali. La Provincia dovrà rappresentare l’Ente in grado di svolgere un ruolo di armonizzazione delle disparità territoriali, di coordinamento, di aggregazione, di analisi, di progettazione e di aiuto nell’individuazione delle forme associative ottimali per la gestione dei servizi e delle funzioni. Dovrà assumere una funzione di coordinamento e indirizzo di area vasta nei settori strategici. A tal proposito l’Amministrazione Provinciale, tramite il suo Presidente, riterrà opportuno “periodicizzare” e “istituzionalizzare” dei momenti di dialogo con i Sindaci del territorio, dei veri e propri focus group, orientati ai bisogni reali ed emergenti nell’ambito delle reciproche competenze. In altri termini la Provincia ed i Sindaci si incontreranno periodicamente per pianificare gli interventi previsti, per comunicare le nuove esigenze, per valutare i risultati, in una sola parola: per programmare insieme lo sviluppo. La Provincia di Reggio Calabria, in quanto dotata di una conoscenza e di una visione complessiva del territorio più approfondita di quella della Regione, può e deve assumere la funzione aggregatrice di energie ed esperienze relativamente a molte tematiche che non possono essere affrontate a livello comunale. Mi riferisco, in primo luogo, alle politiche di sviluppo, all’assetto del territorio, alle politiche della mobilità delle persone, delle merci e delle idee, alla scuola, alla formazione professionale, al mercato del lavoro, alla tutela dell’ambiente, alla gestione dei rifiuti e alla trasformazione della rete distributiva. Altresì fondamentale sarà la decisa e forte spinta all’innovazione. Nuove tecnologie e nuovi processi di comunicazione consentiranno non solo il fiorire di una nuova concezione della P.A. provinciale ma, soprattutto, di colmare il gap esistente tra le diverse aree del Paese, autentico “freno a mano tirato” rispetto a qualsiasi ipotesi di sviluppo locale. L’obiettivo è quello di completare la copertura del territorio in termini di connettività, attraverso l’impiego mirato di risorse e in armonia con i progetti già in itinere di carattere nazionale e regionale. Altro primo risultato atteso sarà la disponibilità da parte dell’utenza web non solo di informazioni sull’organizzazione degli uffici, o messaggi pubblicati in chiave di promozione turistico – culturale della nostra Provincia, non solo la presentazione dei progetti dell’Ente, ma anche attraverso una continua ricerca di un feedback da parte dell’utenza. Saranno, infatti, rese disponibili e facilmente reperibili informazioni in termini di utilità di servizio, URP ON LINE, e, più genericamente, finalizzate a fare considerare l’Amministrazione Provinciale come una preziosa e completa fonte di informazioni utili alla vita dei cittadini e non solo. Le informazioni che la Provincia dovrà fornire attraverso i più moderni sistemi di comunicazione (email- social network – newsletter – sms – app per Iphon e Ipad – SecondLife) si uniranno ai canali più tradizionali (call center – tv e stampa – campagne di comunicazione integrata) così da raggiungere una sempre maggiore platea di utenti interessati ad apprendere ed a loro volta comunicare. La Provincia potrà cambiare passo se non si limiterà a finanziare a pioggia interventi effimeri e non coordinati, ma se indirizzerà e metterà in campo politiche progettuali di innovazione e sviluppo relativamente alle infrastrutture, ai servizi ed alle risorse umane. Cambiare passo significa anche diventare una Istituzione Europea per efficienza amministrativa, qualità e capacità di aiuto concreto ai Comuni, ai cittadini e alle imprese. Significa, altresì, portare la nostra area vasta con tutti i suoi 97 comuni in Europa, per essere, tutti insieme, all’altezza delle sfide e della competizione internazionale. Vogliamo e dobbiamo promuovere progetti per diventare parte attiva nella gestione dei fondi europei utilizzabili per favorire lo sviluppo del territorio, soprattutto nei settori turistico e culturale e della mobilità. La Provincia cambierà davvero passo se riuscirà a mettere al centro della sua azione le persone in carne e ossa, con i loro bisogni, diritti e responsabilità, dando voce a chi non ce l’ha, combattendo la precarietà, l’insicurezza e il degrado, fornendo una speranza di futuro e di progresso ai giovani, garantendo sostegno e integrazione ai soggetti e ai gruppi più svantaggiati. Dobbiamo trasformare una Istituzione statica, per molti aspetti lontana dai cittadini in uno strumento utile per la comunità. La Provincia di Reggio Calabria dovrà diventare lo strumento dello sviluppo. Attraverso una politica capace di incrementare l’efficienza e l’efficacia della macchina amministrativa, e tramite alcune chiare scelte di bilancio dobbiamo riavvicinare l’Ente ai cittadini, sostenendo la crescita con investimenti, coinvolgendo gli attori dello sviluppo, allargando gli strumenti del welfare e realizzando un nuovo sistema di solidarietà a favore delle fasce sociali meno favorite. La connessione tra politiche per lo sviluppo e per il lavoro con gli interventi per il welfare e la solidarietà sarà una scelta strategica chiara. Bisogna puntare su alcuni elementi chiave. Se per alcuni aspetti è sufficiente attuare alcune buone pratiche già realizzate in altri Paesi, adattandole al nostro contesto economico e sociale, allo stesso tempo bisogna innestare l’esperienza da noi acquisita nel Comune di Reggio Calabria prima e nella Regione Calabria di recente per un buon governo della Provincia. In questo senso, dobbiamo distinguere tra politiche di consolidamento, capaci di confermare e migliorare quanto fatto finora e politiche progettuali, utili ad introdurre nel tessuto provinciale le nuove caratteristiche dell’Amministrazione che vogliamo. Dobbiamo sviluppare i servizi dei Centri per l’impiego, le politiche attive per il lavoro e la formazione. Dobbiamo effettuare significativi investimenti nelle infrastrutture materiali e immateriali, che sono il vero motore dello sviluppo. Bisogna investire nell’edilizia scolastica e garantire maggiore sostegno alla cultura e al turismo. Tutto ciò significa modernizzare la macchina amministrativa. Creeremo delle società di servizio della Provincia, con l’obiettivo di mettere in campo energie, strumenti e capacità tecniche e manageriali necessarie per intervenire tempestivamente nei processi di gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare, nella progettazione strategica e dello sviluppo del territorio. Creeremo una società che supporterà l’Amministrazione provinciale nell’innovazione e potenziamento dei servizi offerti alla cittadinanza nei settori del lavoro e della formazione professionale, nel campo del sociale e dell’ambiente, della formazione ed aggiornamento dei dipendenti provinciali, oltre che nei processi di innovazione tecnologica. Le politiche di consolidamento dovranno essere accompagnate e integrate da una serie di iniziative progettuali in grado di disegnare la struttura della futura Provincia di Reggio Calabria, sia dal lato della sua organizzazione amministrativa che da quello della capacità di intervento sul territorio. Vogliamo che da queste scelte progettuali di più ampio respiro, legate a una visione di quello che dovrà diventare nei prossimi cinque anni l’Ente provinciale, discendano tutte le singole iniziative della futura Giunta. La Provincia deve diventare una vera cabina di regia per la definizione di nuovi modelli di sviluppo locale. L’integrazione produttiva e l’equità distributiva sono obiettivi prioritari di una politica che punti a valorizzare le risorse e le
produzioni locali. Il mio obiettivo è lavorare per mettere in rete i distretti e le aree di maggior sviluppo dell’industria, del commercio, dell’agricoltura e dell’artigianato. Creare una rete delle aree produttive che possa dare una risposta alle potenzialità di sviluppo dei numerosi insediamenti presenti nel territorio. La Provincia potrà svolgere una importante funzione di coordinamento per i servizi, anche allo scopo di agevolare il collegamento tra le aziende, valorizzandone le potenzialità con adeguate politiche di marketing. Vogliamo sostenere le piccole e medie imprese in tutti i comparti di attività. Questo significa incentivare le vetrine della produzione artigianale provinciale nel territorio locale e nazionale. Significa rilanciare un accordo provinciale che regoli i patti territoriali, non per sottrarre alle comunità locali la possibilità di programmazione e intervento ma, al contrario, per progettare ancora meglio le linee dello sviluppo attraverso il confronto e la concertazione tra Provincia, Enti locali, sistema produttivo e parti sociali. A partire dalla constatazione della riduzione delle risorse disponibili per gli Enti locali e, nell’ottica di consentire un maggiore sostegno allo sviluppo della piccola e media impresa e all’occupazione locale, pensiamo a un nuovo metodo di finanziamento per una collaborazione virtuosa tra la Provincia e le imprese. L’agricoltura, l’artigianato alimentare e lo sviluppo rurale sono elementi distintivi del nostro territorio. Si tratta di un settore di grande rilievo, costituito da produzioni agricole e della trasformazione alimentare in grado non solo di soddisfare la domanda provinciale ma di essere significativamente presenti anche sui mercati nazionali e internazionali. La Provincia può svolgere un ruolo importante per favorire la crescita di questi comparti, valorizzando ulteriormente i territori per dare sviluppo economico e nuova occupazione. Penso sia possibile contribuire alla realizzazione di un grande mercato del prodotto locale, dove gli agricoltori della Provincia possano commercializzare il loro prodotto. Inoltre, sostenere la qualità dei prodotti vuol dire promuovere attività che diano all’artigianato alimentare di qualità la possibilità di trovare nuovi mercati per affermare e diffondere le eccellenze del territorio. Vogliamo rilanciare una straordinaria opportunità di crescita per la nostra Provincia: il suo mare e la sua costa. Pensiamo a un progetto integrato tra Comuni costieri, Provincia e Regione per valorizzare la vocazione turistica, ambientale, produttiva e commerciale del nostro litorale. L’obiettivo è quello di realizzare una vera e propria economia del mare, salvaguardando l’ambiente naturale e incentivando la riqualificazione delle strutture e delle attrezzature costiere. Questo progetto richiede di individuare le esigenze di professionalità in grado di sostenere tale valorizzazione, a partire da quelle nautiche, alberghiere e commerciali, ma senza trascurare quelle legate alla gestione delle infrastrutture di servizio e culturali. La Provincia dovrà coordinare interventi per la qualità del mare e delle spiagge, adottando strategie condivise di demolizione e ricostruzione, investendo su un asse della mobilità su ferro lungo la dorsale ionica e tirrenica sul quale concentrare funzioni strategiche di sviluppo. Nei prossimi cinque anni lavoreremo per realizzare nella nostra Provincia una politica europea per i rifiuti e l’energia, favorendo la nascita di un distretto industriale dell’eccellenza ecologica. Per trasformare i rifiuti in risorse agiremo sulla riduzione, riuso, riciclaggio e recupero. La riduzione è il passo più importante nello stabilire una politica dei rifiuti, perché proprio da qui si determina la modalità di chiusura del ciclo. Disegneremo un Piano Provinciale dei rifiuti che incentivi la riduzione di materia e la raccolta differenziata e che favorisca lo sviluppo di tutta l’economia del riuso e del riciclaggio. Nell’ambito delle attività finalizzate al risparmio energetico e alla promozione delle fonti rinnovabili, il Piano Energetico rappresenta un primo passo verso strategie più incisive per un futuro sviluppo sostenibile, per passare da una gestione centralizzata dell’energia a un sistema integrato di impianti locali a basso impatto ambientale. Bisogna seguire le indicazioni, anche nell’ottica del rispetto degli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto, di utilizzare misure di intervento quali: • realizzazione di impianti di produzione di energia a basso impatto ambientale mediante l’utilizzo di fonti rinnovabili; • diagnosi energetiche degli edifici pubblici provinciali e comunali e successiva realizzazione degli interventi proposti per la messa in efficienza e il risparmio; • ricerca delle sinergie con i Comuni per le stesse diagnosi negli edifici privati; • installazione di impianti fotovoltaici sugli edifici scolastici di interesse provinciale; • istituzione, sotto l’ufficio dell’Energy Manager, di una funzione fondamentale di sostegno ai Comuni per l’accesso alle licenze e ai titoli autorizzativi per la realizzazione degli impianti fotovoltaici; • realizzazione di accordi bilaterali per l’efficienza energetica con i grandi consumatori di energia e con tutti gli altri attori interessati; • promozione di una campagna sull’eco-driving, uno stile di guida sostenibile che può consentire una riduzione dei consumi di oltre il 20%, coinvolgendo le scuole guida e la Motorizzazione Civile. La distribuzione pubblica di un bene primario come l’acqua deve coniugarsi con un utilizzo accorto di questa risorsa, lottando contro gli sprechi e la dispersione idrica. Per questo motivo vogliamo finanziare interventi per il risparmio idrico e il riutilizzo dell’acqua piovana; vogliamo riqualificare i corsi d’acqua, con il divieto di deviazione, di tombamento e di cementificazione degli argini. Lavoreremo per attivare processi partecipativi su tutto il territorio e per incentivare i Comuni ad aprire spazi per il protagonismo femminile e la partecipazione delle donne alle scelte di indirizzo. Lo sviluppo delle pari opportunità dovrà informare tutta l’azione di governo. Proponiamo politiche di “Equal Opportunity” implementate nel territorio tramite i Centri per l’Impiego, mediante il monitoraggio dei casi di discriminazione e favorendo l’inserimento e il reinserimento professionale di persone vittime di discriminazione, attuando politiche che tutelino le minoranze e favoriscano la cultura delle differenze, in tutte le piccole, medie e grandi aziende. Lavoreremo su un nuovo programma, un progetto di cinque anni per portare le scuole della Provincia al livello europeo in termini di dotazioni informatiche, aule multimediali per lo studio delle lingue e strutture sportive. Sarebbe anche necessario progettare la realizzazione, secondo gli stessi criteri e utilizzando le più avanzate tecniche di bioedilizia, di nuovi istituti di scuola secondaria, da localizzare nei quadranti più popolosi della provincia. Vogliamo realizzare l’accesso alla banda larga e agli altri sistemi di alta tecnologia in tutti gli istituti scolastici. Ancora, pensiamo a un piano di edilizia più coerente con i piani di sviluppo urbanistico dei Comuni, definito a partire da un’attenta analisi dei flussi scolastici e dall’obiettivo di ridurre il pendolarismo, garantendo al contempo la valorizzazione del patrimonio esistente. Vogliamo che questo Piano contribuisca a una didattica di qualità e a una nuova concezione della scuola come punto di riferimento per il territorio inteso non solo come luogo dell’apprendimento ma anche di socializzazione, produzione culturale, pratica sportiva e laboratoriale. Le politiche per lo sport si articoleranno su quattro linee guida: impiantistica sportiva; sport e scuola; sviluppo e sostegno dell’associazionismo sportivo. Pensiamo a un programma di interventi finalizzati alla realizzazione di un impianto sportivo in ogni comune che ne sia attualmente privo, investendo sulle aree di competenza degli edifici scolastici provinciali. Vogliamo reali
zzare un nuovo progetto per le risorse artistiche e intellettuali, la cultura e il turismo attraverso servizi innovativi. Le politiche culturali dovranno sempre più essere dirette a una crescita policentrica del tessuto sociale della Provincia. Bisogna sostenere una costante politica di recupero del patrimonio immobiliare provinciale ai fini dell’aggregazione culturale e sociale, destinandolo alla realizzazione di sale teatrali, sale prova per la musica, spazi per i laboratori cinematografici, nuovi sistemi bibliotecari di dimensione sovracomunale. Vogliamo realizzare un “polo della creatività” per valorizzare i talenti del territorio che possono dare vita a un sistema integrato della cultura e dell’innovazione. La Provincia può sostenere un importante ruolo di coordinamento e indirizzo, superando il sistema dei finanziamenti a pioggia per rilanciare politiche di ampio respiro che valorizzino l’industria culturale. Il turismo deve diventare uno dei volani della crescita territoriale e come tale deve essere sempre più integrato alle politiche per lo sviluppo e per la cultura. La carenza più grave è relativa all’organizzazione sistemica dell’offerta. Come nelle maggiori capitali europee, borghi, palazzi storici e castelli della provincia di Reggio Calabria possono rappresentare un volano di sviluppo economico. Vogliamo definire un piano generale e strategico che faccia interagire promozione, accoglienza, assistenza e mobilità, e che permetta agli attori coinvolti di conoscere le tendenze e gli interventi previsti nel medio periodo. Allo stesso modo bisogna incentivare lo sviluppo del turismo giovanile favorendo la nascita di ostelli e altri punti di accoglienza. Una nuova lettura integrata di turismo e cultura come grande occasione di sviluppo e coesione sociale significa valorizzare meglio la vocazione eno-gastromica del territorio. Pensiamo, quindi, alla possibilità di realizzare, insieme agli altri Enti locali e con la partecipazione dei Comuni del territorio, un’Accademia dell’eno-gastronomia finalizzata a valorizzare i talenti e le vocazioni che in questo comparto sono diffuse sul territorio, con l’obiettivo di potenziare e modernizzare questo settore così ricco di storia e tradizione. Dobbiamo sostenere gli spazi musicali locali diretti alla partecipazione dei cittadini di tutta la provincia. Pensiamo, ad esempio, alla necessità di valorizzare le bande musicali dei piccoli comuni, patrimonio storico di un tessuto sociale collettivo, attraverso la creazione di un sistema di rete che possa supportarle nell’attività, favorendo opportunità di scambio e incontro, e la realizzazione di un Festival delle bande musicali della Provincia. Vogliamo realizzare un portale basato su sistemi open source e accessibile anche alle persone diversamente abili. Ciò permetterà di usufruire di un contenitore sempre più ricco, che comprenda vari siti tematici, con l’obiettivo di aumentare il flusso di notizie e di fornire informazioni sempre più esaurienti, servizi on line e opportunità per il cittadino-navigatore. Portare in Europa tutti i 97 Comuni del territorio significa metterli in condizione di raccogliere le sfide e le opportunità dell’Unione. Vogliamo lanciare l’Ufficio Europa per fornire a tutti i Comuni gli strumenti, i suggerimenti, le possibilità tecniche e amministrative per usufruire delle tante possibilità che arrivano dai progetti comunitari e dall’Unione Europea. Infine, i problemi della mobilità rappresenteranno uno snodo cruciale per la nostra amministrazione. Vogliamo programmare un importante e coordinato piano di investimenti sulla mobilità sostenibile che rilanci le scelte strategiche fatte in questi anni, ad esempio, incrementando ulteriormente il sistema del trasporto pubblico. Un impegno prioritario della nuova amministrazione sarà quello di mettere in sicurezza tutte le stazioni della rete ferroviaria provinciale. Al contempo, bisogna promuovere e incrementare l’offerta di servizi di trasporto pubblico, continuando a favorirne l’accessibilità attraverso i già sperimentati sistemi di tariffazione sociale. Dobbiamo arrivare a una ridefinizione di tutta la logistica delle merci. Per migliorare il sistema della mobilità, decongestionare la viabilità stradale, garantire standard di sicurezza più elevati, diminuire i livelli di inquinamento atmosferico e fornire nuove occasioni di crescita alle nostre comunità è fondamentale investire nel potenziamento e nell’ammodernamento del trasporto pubblico. Vogliamo programmare un imponente e coordinato piano di investimenti sulla mobilità sostenibile. Verrà avviato un Piano di intervento per la messa in sicurezza delle fermate dei bus di linea e per l’installazione di nuove paline e pensiline di fermata dei mezzi. Promuoveremo una profonda riorganizzazione dei servizi sulla rete provinciale e l’elaborazione di un piano stazioni e parcheggi. Le agevolazioni tariffarie per l’abbonamento annuale saranno un impegno stabile dell’Amministrazione. Infine, vogliamo creare una rete ciclabile provinciale (Ciclovia Provinciale) che colleghi i comuni con le aree a forte valenza naturalistica, paesaggistica e storico- culturale. Vogliamo definire un ulteriore radicamento sul territorio dei servizi per l’impiego e delle strutture formative. Il nostro obiettivo è migliorare l’offerta, gli strumenti dell’incontro con la domanda e le opportunità di lavoro qualificato e a tempo indeterminato sia per i più giovani che per i meno giovani, anche attraverso stage effettuati presso le imprese locali e gli uffici pubblici, la cui utilità e serietà deve essere garantita dalla Provincia con l’attivazione di una carta dei diritti per gli studenti. La Provincia favorirà l’intreccio tra istruzione, formazione professionale e riqualificazione, per un innalzamento delle conoscenze e delle competenze. Svilupperemo un programma che permetta la realizzazione della formazione permanente e continua per gli adulti. Vogliamo anche incrementare il ruolo dei servizi per l’impiego e la formazione professionale nel contrasto al lavoro nero e irregolare. La Provincia che vogliamo dovrà svolgere un ruolo importante per combattere il senso di insicurezza sempre più diffuso tra i cittadini, favorire la mobilità sociale, dare una speranza di progresso anche alle nuove generazioni, continuando ad aiutare e assistere le persone anziane soprattutto nei piccoli comuni del territorio. Giuseppe Raffa IN DIECI PUNTI – Le priorità 1. Sicurezza e legalità. Perseguire un territorio vivibile In un momento in cui la questione meridionale pare ritornare all’ordine del giorno nell’agenda politica nazionale e sui media, riteniamo indispensabile che la nostra provincia vi appaia non tanto per le notizie di cronaca nera — a opera per lo più di una ’ndrangheta ormai assurta purtroppo a marchio d’infamia di tutti i calabresi — , quanto piuttosto come laboratorio di una nuova idea di Meridione, grazie anche alla possibilità di sinergia politica e programmatica tra Governo, Regione, Provincia e Comune di Reggio Calabria. L’obiettivo che ci prefiggiamo è rendere la nostra provincia attrattiva per nuovi e diversi flussi migratori “di ritorno”: professionisti, imprenditori, ricercatori, famiglie che vogliano ritrovare una dimensione umana dove fare crescere i loro figli; un territorio, che, oltre al mare e al sole, possa offrire una adeguata qualità della vita, anche nel senso di opportunità nuove e innovative, attraverso forme di cooperazione con i centri di formazione (scuole, associazioni, università). Insomma, un modello di collettività più organizzata, più giusta, fondata sul rispetto delle persone e sull’osservanza delle regole. Premessa ineludibile per questo progetto di rigenerazione sociale, è il contrasto alla cultura della mafiosità, che corrode e vanifica qualsiasi intenzione di sviluppo, di giustizia sociale, di qualità dell’esistenza associata  contrasto che, a partire dai più giovani, deve interessare, con un dialogo incessante con la magistratura e le forze dell’ordine (anche con la istituzion
e di un Tavolo permanente sulla sicurezza e la legalità), l’intera collettività reggina, soprattutto nelle forme organizzate nei diversi settori della società civile. 2. Giovani, lavoro, occupazione. Prevenire l’emigrazione dei nostri giovani Il lavoro si crea, non si promette. L’obiettivo è quello di agire per invertire il trend dell’esodo occupazionale attraverso lo sviluppo di politiche coerenti. Occorre perciò partire dai vantaggi territoriali e competitivi che pure abbiamo, riscoprendo e mettendo a valore come occasione di lavoro non assistito vecchie e nuove risorse del nostro territorio, in una logica di modernizzazione: agroalimentare, turismo, ambiente (parchi montani, parchi marittimi), giacimenti culturali, etc. Andrà inoltre messa in campo una migliore capacità progettuale dell’Amministrazione provinciale, volta a utilizzare i fondi strutturali europei per aprire, sviluppare, sostenere queste capacità di creazione di lavoro produttivo endogeno sul territorio provinciale. 3. Cultura, formazione professionale, alta formazione, ricerca & innovazione. Sostenere i fondamentali dello sviluppo Il nostro progetto di sviluppo e qualificazione della vita associata delle comunità provinciali passa attraverso lo sviluppo del vero agente di crescita, la cultura e la formazione. Obiettivi portanti a tale fine — in cui la Provincia deve assumere un ruolo politico forte e innovativo attraverso una interlocuzione qualificata con la Regione e con il Governo — sono, a partire dall’intercettazione dei bisogni formativi del territorio, la programmazione e la costruzione di un efficace sistema di orientamento scolastico e professionale, le attività di supporto alle autonomie scolastiche, la definizione di politiche specifiche e innovative nel campo dell’educazione degli adulti, gli interventi di edilizia scolastica in funzione delle nuove esigenze degli istituti, il sostegno alla formazione di competenze e abilità connesse con le potenzialità produttive e di crescita specifiche del territorio provinciale. In tal senso, la Provincia deve creare un sistema stabile e cooperativo con i principali operatori del capitale immateriale (culturale e intellettuale), a partire dalla università ‘Mediterranea’, agevolandone altresì l’incontro e la collaborazione con il sistema economico-imprenditoriale territoriale. 4. Il turismo. Valorizzare l’esistente quale volano per il futuro Il Mediterraneo è l’area con cui sempre più si dovranno confrontare, oltre a quella nazionale, le economie dei Paesi europei (Accordi euro-mediterranei), e la nostra provincia è la piattaforma più avanzata per questa grande area di opportunità. I flussi di uomini e merci, oltre alla varietà del territorio e dei paesaggi, costituiscono una straordinaria opportunità, in particolare, per lo sviluppo di una autentica industria del turismo. Da troppi anni, però, per la mancanza di una promozione adeguata del territorio e delle sue strutture, il volano turistico non ha inciso per come potrebbe sullo sviluppo della provincia. Il traffico delle navi da crociera, le barche da diporto, la borsa del turismo fieristico e congressuale, la cameristica, il turismo religioso e quello enogastronomico, rappresentano a tale proposito solo alcune delle nostre idee che metteremo in campo. La sfida in cui ci impegniamo è quella di intercettare i flussi turistici che gravitano sull’area mediterranea e contribuire a incanalarli all’interno di circuiti virtuosi, capaci di generare dinamismo economico per molteplici settori (agroalimentare, artigianato, commercio) dell’intera provincia. 5. Agricoltura, agroalimentare, produzioni tipiche. Dalle tradizioni agricole a un moderno sistema agroalimentare Le notevoli potenzialità del nostro settore agroalimentare sono fortemente inibite da ostacoli e inefficienze. Vogliamo attuare una politica fatta di iniziative mirate, rivolte a tutti gli attori del comparto produttivo alimentare ed enogastronomico e finalizzate al sostegno alla modernizzazione e alla qualificazione professionale del sistema agricolo e agroalimentare provinciale. Fra queste, prioritarie, l’accesso al credito, necessario per rendere competitive le aziende del comparto; la protezione, la valorizzazione e la diffusione delle produzioni agroalimentari proprie del territorio provinciale; le azioni di marketing territoriale, enogastronomico e turistico. Inoltre, essenziale per accrescere il vantaggio competitivo del sistema agricolo -alimentare provinciale, va fornito sostegno alle filiere portanti dell’olio di oliva, dell’ortofrutta e degli agrumi, della vitivinicoltura, della zootecnia, favorendone gli aspetti di miglioramento della qualità e di radicamento nel territorio provinciale attraverso la tracciabilità delle produzioni, sostenendo in particolare le iniziative sviluppate dalle forme organizzate della produzione (cooperazione, associazionismo di prodotto), nonché quelle volte al riconoscimento delle denominazioni di origine, nonché agevolando le attività integrative dell’agriturismo e delle agro energie. Una attenzione particolare sarà riservata al comparto del bergamotto, coltura assolutamente specifica della nostra provincia, attraverso l’istituzione di azioni di promotion/marketing per la sua conoscenza, valorizzazione e riconoscimento in tutto il mondo. 6. Infrastrutture, viabilità e trasporti. Senza comunicazioni non c’è sviluppo La nostra provincia è quella con il più alto stato di degrado sotto il profilo dei trasporti e della viabilità: l’abbattimento dei relativi costi rappresenta un obiettivo strategico, autentico punto di partenza per il possibile decollo della nostra economia. Realizzare perciò le reti infrastrutturali mancanti vedi ad esempio le trasversali di collegamento tra lo Ionio ed il Tirreno, come ad. Esempio la Bovalino – Bagnara o la strada pedemontanza; ammodernare quelle inadeguate o obsolete affinchè siano rese più sicure e funzionali prima fra tutte l’ex SSJ106 oggi E90, sostenere gli enti sub-provinciali per l’accesso (fisso e mobile) alla connettività a banda larga, riprogrammare le azioni e gli interventi urgenti in materia di viabilità, implementare l’accessibilità aeroportuale che indirizzi gli sforzi economici e logistici a disposizione su un unico scalo, l’Aeroporto Tito Minniti ripristinare gli approdi marittimi dell’aeroporto di Reggio, promuovere il retroporto di Gioia Tauro, promouovere lo sviluppo della portualità turistica presso le strutture portuali della Provincia. Tutto ciò significa rendere più agevole la circolazione di uomini, idee, merci, ricchezza sociale, ma, anche, rendere meno isolate le aree interne, collinari e montane, favorire l’insediamento di imprese e distretti produttivi in prossimità delle loro migliori convenienze localizzative. 7. Ambiente e territorio. Salvaguardiamo il presente per avere un futuro Nell’innovare la concezione dello sviluppo del territorio, la nostra provincia dovrà puntare su criteri rigorosi e permanenti di sostenibilità e responsabilità sociale. La provincia ha un grande patrimonio rappresentato dal sistema dei parchi nazionali — sia quelli già istituiti (Parco nazionale dell’Aspromonte) che quelli da istituire (Parco marino della Costa Viola), oltre alle aree protette esistenti e ai Centri di Educazione Ambientale (CEA) da riorganizzare secondo la vigente normativa regionale. Questo patrimonio va considerato come una “filiera” e in tale ottica vanno progettati i vari interventi che lo riguardano. Il Parco marino della Costa Viola, in particolare, sarà il frutto di un attento studio preliminare per potere proporre al Ministero competente il suo riconoscimento, consentendo la riqualificazione dell’area, la salvaguardia della pesca e la valorizzazione del ‘turismo del mare’. 8. L’Area metropolitana. Realizzare insieme una grande opportunità L’Area metropolitana è già realtà: il suo effettivo ritorno socio-economico per le popolazioni interessate sarà misurato dalla sua capacità di funzionare da motore di sviluppo. È prioritario a tale fi
ne, nel rispetto delle singole identità territoriali e istituzionali, unificare tutte le forze in campo: coordinare le attività degli enti locali delle province di Reggio e Messina, integrando servizi strategici quali il sistema universitario, la ricerca, la sanità, la cultura, i trasporti; creare una grande piattaforma logistica integrata attraverso l’implementazione degli approdi esistenti e la eventuale creazione di nuovi, con una Autorità Portuale unica; promuovere e valorizzare i rapporti e gli scambi socio-economici con i paesi dell’area del Mediterraneo. 9. Famiglia e politiche sociali. Collocare il crocevia del sociale nella famiglia Nella famiglia riconosciamo il nucleo centrale della crescita umana e personale e la radice stessa della dimensione associata. L’istituto familiare sarà pertanto il fulcro delle politiche sociali della Provincia, con l’obiettivo di razionalizzare e ricondurre a organica unità tutti i molteplici interventi che saranno realizzati. Tra le azioni previste, particolare rilevanza avranno la costituzione di un Osservatorio sulla famiglia e l’erogazione di vouchers di conciliazione famiglia-lavoro. In particolare, l’Osservatorio servirà a una migliore conoscenza sulla condizione delle famiglie della provincia, dei bisogni, delle attese e, eventualmente, delle opportunità che le riguardano, in stretta collaborazione con le altre agenzie pubbliche e private/sociali presenti sul territorio provinciale. L’attribuzione di vouchers di conciliazione famiglia-lavoro — rendendo compatibili fabbisogni formativi e/o esigenze lavorative con i vincoli di carattere familiare — contribuirà a sostenere le spese per la cura della famiglia, nonché per la realizzazione di percorsi di orientamento e di inserimento lavorativo e per l’acquisizione di servizi alle persone. 10. Sport e cultura popolare Lo sport quale tutela sociale, la cultura come antidoto della illegalità Lo sport va tutelato sotto ogni forma attraverso una offerta di impianti sportivi più omogenei e a norma, con attenzione particolare alle persone con disabilità, valorizzando tutte le discipline sportive, anche le meno popolari. La tutela e la promozione dello sport di base che serva come modello per avvicinare e mantenere alta l’attenzione dei giovani vivai, nostre promesse del futuro. La cultura parte integrante del territorio. Conosciamo bene la nostra provincia, un vero Museo Archeologico all’aperto, troppe volte e per troppo tempo abbandonato a se stesso. La giusta valorizzazione crea le basi di una migliore conoscenza e consapevolezza. Valorizzare i talenti musicali e le tradizioni popolari, tutte le forme dell’arte e del teatro anche amatoriale, significa tutelare la nostra identità in un’ottica di sviluppo oltre i confini, migliorando la nostra offerta culturale. Una iniziativa specifica sarà la costituzione di un polo mediatico quale centro internazionale per l’informazione del Mediterraneo, un “Campus mediterraneo” in cui far convergere tutti coloro che intendono contribuire allo sviluppo armonico della nostra comunità.