Rai: carte credito, chiesto processo per Minzolini

La procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per il direttore del Tg1 Augusto Minzolini, in relazione all’inchiesta sulle spese sostenute con la carta di credito aziendale. Al giornalista viene contestato il reato di peculato.

MINZOLINI, ME LO ASPETTAVO, C’E’ FIRMA DI PIETRO – ”Tenendo conto come vanno le cose in questo paese e che l’esposto da cui nasce la vicenda porta la firma dell’ex pm Antonio Di Pietro, me lo aspettavo. Io comunque sono tranquillo ed ho la coscienza a posto su una vicenda che ho già chiarito con l’azienda”. Così il direttore del Tg1 Augusto Minzolini commenta la richiesta di rinvio a giudizio

ZAVOLI, INTERPELLERO’ VIGILANZA SU MINZOLINI – ”Interpellerò i Capigruppo della Commissione al fine di corrispondere, e con quali modalità, agli interrogativi di carattere istituzionale che si pongono alla Rai”. Lo dice all’ANSA il presidente della Vigilanza Rai Sergio Zavoli sulla protesta di Fini contro il Tg1, richiamando l’appello alla responsabilita’ del presidente Napolitano

FINI: ‘TG1 INDECENTE, MINZOLINI LASCI’ di Massimo Lomonaco

ROMA – Immediate dimissioni di Agusto Minzolini per “l’intollerabile faziosità del suo telegiornale. C’é un limite anche all’indecenza”. Questa richiesta, accompagnata dal preannuncio di tutelare la propria onorabilità in sede giudiziaria e professionale, è del presidente della Camera Gianfranco Fini a causa di due servizi trasmessi nell’edizione delle 20.00 del tg1. Il primo intitolato ‘Fini nel mirino della maggioranza’ nel quale si riportavano le accuse di “aver dato interpretazioni regolamentari non al di sopra le parti”, il secondo, dal titolo ‘Fini sotto accusa’, con un’intervista al vicedirettore di Libero Franco Bechis nella quale il giornalista, riprendendo un pezzo di oggi sul quotidiano e riferendosi alla bocciatura dell’art.1 del rendiconto, si è detto stupito dell'”attaccarsi a cavilli come ha fatto la giunta del regolamento della Camera presieduta da fini davanti ad un danno che per l’Italia potrebbe essere di 360 miliardi di euro”. Subito dopo sono cominciate le polemiche. “Sappiamo che il Tg1 è ormai un programma per pochi intimi, ma Minzolini non può comportarsi come se fosse il tinello di casa sua”, ha detto Flavia Perina, deputato di Futuro e Libertà.

Gianfranco Fini, anziché chiedere il bavaglio per Augusto Minzolini, farebbe bene a pensare a come gestisce la Presidenza della Camera, trascinando quello che dovrebbe essere un incarico super partes in una quotidiana contesa di fazione“, ha replicato Daniele Capezzone, portavoce del Pdl. E Fabrizio Cicchitto ha aggiunto: “Sempre più nettamente l’onorevole Fini si caratterizza sul terreno politico oscurando il ruolo super partes che dovrebbe avere da Presidente della Camera. Evidentemente, forse anche per questo, chiede le dimissioni del direttore del tg1 Augusto Minzolini”. Per il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino, “fino a oggi il Tg1 è sempre stato una straordinaria risorsa per l’informazione italiana. Con Minzolini é una parodia della sua grande storia giornalistica e il silenzio del direttore generale della Rai Lorenza Lei è puro servilismo verso Berlusconi e i suoi sodali che l’hanno nominata”.

E, sempre per il Fli, Roberto Menia, Coordinatore Nazionale, sottolinea: “L’indecenza raggiunta questa sera dal TG1 di Minzolini è tale che non c’é spazio alcuno per difese d’ufficio”; poi chiede che sia convocato subito dalla Commissione di Vigilanza RAI. “Chi si deve dimettere è Fini, sempre più capopartito e sempre meno super partes. Il direttore Minzolini ha semplicemente fatto il suo mestiere informando i telespettatori con la consueta professionalità e competenza”, dice all’opposto Francesco Casoli vicepresidente del gruppo Pdl al senato e componente della Commissione parlamentare di Vigilanza. Carmelo Briguglio, vice presidente vicario dei deputati di Fli preannuncia “un esposto all’Ordine dei Giornalisti perché adotti provvedimenti a carico del direttore del Tg1”. In mancanza di reazioni dai vertici della Rai, parla il Cdr del tg1 per il quale “il direttore sta schierando la nostra testata sempre su tesi di parte della maggioranza e del governo e che il telegiornale quando lancia accusa non si preoccupa quasi mai del diritto di replica. Il direttore viene meno così ai doveri del rispetto del pluralismo, della correttezza dell’informazione e del servizio pubblico facendo perdere credibilità e ascolti alnostro telegiornale.

“E’ singolare – ribatte Alessio Butti capogruppo Pdl in Commissione di vigilanza Rai – che proprio Fini che si è distinto per un’interpretazione palesemente di parte della terza carica dello Stato chieda le dimissioni di Minzolini”. “Gli interventi a gamba tesa del Presidente della Camera sulla direzione del Tg1 sono quanto meno anomali. Il ricoprire due ruoli diversi, uno istituzionale, l’altro politico, evidentemente sta mandando in confusione l’on. Fini”, incalza il presidente del gruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri per il quale Minzolini “é un giornalista capace e nel suo telegiornale ha avuto il coraggio di dire cose che altri preferiscono ignorare”.

Fortemente critici nei confronti di Minzolini Pancho Pardi dell’Idv in Vigilanza:”Non mi illudevo che il Tg1 desse una lettura obiettiva della crisi politica in corso, anche perché il primo a raccontare un’altra favola è il suo padrone. Ma all’indecenza c’é un limite e Minzolini, stasera, l’ha superato abbondantemente con i soldi dei contribuenti”. Giuseppe Giulietti (Art 21) e Vincenzo Vita (Pd) denuciano che :”Quello che è accaduto stasera al tg1 ha poco a che vedere con la libertà di informazione. Si tratta più semplicemente di una nuova versione del metodo Boffo applicato al presidente della Camera”.”Che l’on.Fini chieda le dimissioni di Minzolini senza avere il pudore di dare prima le proprie la dice lunga sull’onestà intellettuale del presidente della Camera e su chi sia fazioso”, ribatte Pippo Gianni, Coordinatore Nazionale Vicario del Pid.