Reggio Calabria: gli sparano un solo colpo alla testa

Un imprenditore di 46 anni, Vittorio Bruno Martino è stato ucciso, vittima di un agguato a Pellaro (Reggio Calabria), intorno alle ore 20:45 di ieri sera. L’uomo è stato raggiunto alla testa da un colpo di arma da fuoco, una pistola calibro 7.65, che gli è stato sparato contro all’uscita da una palestra in via Nazionale. L’uomo era da poco uscito dalla palestra e si era diretto al proprio furgone, parcheggiato dall’altra parte della strada, all’interno di un’area parcheggio.

Il kller è entrato in azione in quel momento, favorito dal buio di quell’angolo riparato dalla trafficata strada stradale. Probabil

L’uomo, titolare del bar dell’aeroporto e con interessi nel settore dei rifiuti, era stato coinvolto nell’ambito dell’ <>. Le indagini sull’omicidio sono state già attivate dagli investigatori della Squadra Mobile, che stanno vagliando tutte le ipotesi possibili e stanno interrogando parenti e amici della vittima, per tentare di ricostruirne gli ultimi giorni di vita.

In particolare si tenta di inquadrare il movente, se sia un fatto legato a questioni personali, ma pare che ultimamente Martino non avesser ricevuto minacce nè avesse avuto scontri o litigi con nessuno, o se sia un omicidio da ascrivere alla criminalità organizzata. Gli investigatori ovviamente non tralasciano questa ipotesi, ma la vittima, a parte il coinvolgimento dell’operazione Terazzamento, sembra fosse sconosciuto alle forze dell’ordine in ambito di criminalità organizzata, secondo fonti investigative pare infatti che l’uomo non avesse alcun legame con la ìndrangheta.

La dinamica del’omicidio, un singolo colpo andato a centro alla testa, sembrerebbe celare la mano di un killer professionista. Un puzzle che dovrà essere pazientemente ricomposto dagli agenti della Squadra Mobile, che oltre agli interrogatori di routine stanno rovistando nei loro schedari alla richerca di qualche traccia.

OPERAZIONE TERRAZZAMENTO

Le tre società sequestrate lo scorso 7 febbraio dai carabinieri del Noe diretto dal capitano Paolo Minutoli, nell’ambito dell’operazione “Terrazzamento” sullo smaltimento abusivo di rifiuti, erano tutte riconducibili a Vittorio Bruno Martino. I reati contestategli consistevano nella realizzazione di una discarica abusiva di rifiuti speciali non pericolosi, traffico di rifiuti, realizzazione di lavori di terrazzamento (da cui il nome dell’operazione) di terreni a scopo agricolo in assenza dei prescritti titoli autorizzativi, nonchè gestione e trasporto non autorizzati di rifiuti speciali non pericolosi.

In particolare, grazie al raffronto con una fotografia satellitare reperita su internet dal sito “Bing Maps”, i militari avevano accertato come all’interno della proprietà d’azienda di cui Martino era amministratore unico nonchè proprietario del terreno, si era svolta un’attività di sversamento di rifiuti provenienti da demolizioni con il riempimento di un intero vallore. Dall’inchiesta era emerso che nel 2005 Martino aveva presentato una dichiarazione di inizio attività di realizzazione di terazzamenti con conferimento di “terreno agricolo per la realizzazione di un uliveto”. Ma dell’uliveto non v’era alcuna traccia. Le verifiche effettuate dall’Arsa, invece, avevano accertato il concreto rischio idrogeologico di tutta l’area in conseguenza delle azioni operate dall’uomo. Le tre società sequestrate erano la Idroterm, la Idroterm srl e la Eko Mrf srl. Il sequestro aveva colpito anche il bar dell’aeroporto, di proprietà di una delle tre società, e beni per un totale di 7 milioni di euro. Nell’ambito dell’operazione era stato denunciato anche un soggetto ritenuto vicino al clan Ficara.