Restituiti alla Toscana le spoglie esposte al Museo Lombroso. Per il comitato si profila l’ipotesi di un atteggiamento razzista

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Un sospetto “importante” che mal si concilia con le motivazioni che spingono il lavoro del comitato ma legato anche ad una diatriba che ormai si trascina da tempo.
L’amministrazione comunale di Motta Santa Lucia e il Comitato “No Lombroso” sono, infatti, parti nella controversia che li vede contrapposti all’Università degli Studi di Torino, per ottenere restituzione alla comunità di origine del cranio del contadino mottese Giuseppe Villella, deceduto presso l’ospedale di Pavia nel 1864 e sottoposto ad autopsia da Cesare Lombroso che si appropriò delle spoglie, per trasmetterle poi all’università torinese e in specie al museo oggi intitolato allo stesso Lombroso.
Nonostante il giudice di primo grado abbia condannato l’università degli Studi di Torino alla restituzione del cranio di Giuseppe Villella, insieme alle spese per il trasporto e la tumulazione, l’ateneo ha proposto appello e formulato coeva istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva dell’ordinanza, adducendo il coinvolgimento di pretesi interessi di natura pubblicistica e addirittura di rango costituzionale, oltre che il pregiudizio dell’interesse pubblico a fruire del cranio di Villella, paventando altresì lo smembramento di una collezione. TIZIANA BAGNATO