Richiesta archiviazione per l’inchiesta sull’incidente che causò la morte di Roberto Gualtieri

Caterina Gaetano è la madre di Roberto Gualtieri morto il 24 maggio 2008, a 45 anni in un incidente con la sua moto una Kawasaki 1000, in località Acquabona di Decollatura. «Chiedo giustizia per la morte di mio figlio Roberto. Non è possibile che il procedimento nei confronti dell’investitore sia stato archiviato. E poi, se qualcuno dei motociclisti che erano con Roberto sa qualcosa, parli. Mio figlio non era da solo, ma con un gruppo di motociclisti. Dunque mi domando: perché gli inquirenti non hanno mai sentito nessuno di questi ragazzi? Ritengo che ci siano delle responsabilità sulla dinamica dell’incidente non chiarite. Inoltre, dalle perizie risulta che l’auto dell’investitore non era in condizioni ideali di manutenzione, cioè non ha avuto una frenatura ottimale. Chi sa qualcosa può pure farsi avanti. È questo il modo migliore per onorare la memoria di Roberto, contribuendo soprattutto all’accertamento della verità. Roberto era conosciuto e benvoluto in città. Amava molto la sua famiglia. Lavorava tutta la settimana, e nel weekend si dedicava alla sua grande passione: la moto. Ne ha avute molte. Era un esperto, girava anche in pista. E condivideva questa sua passione con altri ragazzi. La sua stanza è come l’ha lasciata. Il letto ha ancora le lenzuola dell’ultima volta che ci ha dormito. Nessun oggetto è stato spostato». La madre è assistita dall’avvocato Tonino Barberio. «È stata aperta un’inchiesta culminata con una richiesta d’archiviazione. Abbiamo fatto opposizione su due aspetti: la perizia effettuata dall’incaricato della procura non è stata fatta bene; poi Roberto non era da solo, ma con un gruppo di altre persone. Sul primo punto ci possiamo ritenere soddisfatti, in quanto il nuovo perito ha definito in maniera chiara la dinamica dell’incidente. Per il secondo aspetto, abbiamo chiesto che vengano sentiti i ragazzi che erano con Roberto. Comunque, il caso alla fine è stato archiviato. La famiglia Gualtieri dovrebbe proporre una nuova querela per riaprire il caso sul secondo aspetto. – e conclude Barberio – Senza dubbio è una vicenda triste. La famiglia ha una grande incognita, cioè che la questione non sia completamente esaurita sull’eventuale corresponsabilità di altre persone».