Riparte “Tessere di Comunità”, una rete di contrasto alla povertà educativa

CATANZARO – Ritorna per il terzo anno “Tessere di Comunità”. Una sperimentazione, fattasi col tempo esperienza, che si avvale delle competenze degli operatori del Centro Calabrese di Solidarietà e che si è sedimentata nel territorio per volontà della Caritas Diocesana di Catanzaro-Squillace attraverso i fondi Cei dell’8 per mille.
Dal 15 febbraio, a partire dalle ore 17, e per dieci incontri a cadenza settimanale, le coppie e le famiglie, allargate anche ai nonni ed agli zii, potranno confrontarsi e costruire, così, relazioni positive che tanto bene fanno alla comunità. Il nuovo centro sociale di via Salemi nel quartiere Aranceto, di recente inaugurato con i fondi Pon Sicurezza 2007-13 (Obiettivo 2.8) e dato in gestione al Centro Calabrese di Solidarietà, è destinato a far da sede ai vari incontri, aperti a tutti previa iscrizione (all’indirizzo mail prevenzione@ccscatanzaro.it o contattando il numero 0961.557270). Al suo interno è già stato predisposto lo “Spazio Famiglia” che farà da cornice a “Tessere di Comunità”, con tanto di mobilio idoneo a ricreare l’ambiente familiare, con l’angolo predisposto alla consumazione di un tè insieme. “Tessere di comunità nasce da un bisogno educativo dei genitori, che necessitano degli strumenti adeguati a svolgere il loro ruolo e ad attribuire valore ai figli – è il commento di Cristina Marino, tra gli operatori del Centro Calabrese di Solidarietà che faranno da “tutor” sia negli incontri tra genitori e figli che tra le singole coppie – Ad affiancarci in questo percorso saranno anche altre famiglie che hanno partecipato agli incontri nelle passate edizioni, e che ben conoscono le difficoltà che si incontrano nell’intrecciare relazioni, specie con i figli”. La povertà relazionale, del resto, assume diverse forme: con i figli, monadi a volte incomprensibili; con le altre famiglie, che condividono le stesse problematiche in solitudine; con la comunità intera, alla quale si sente a volte di non appartenere. Ed è per questo che l’origine dei vari incontri è mirata al recupero della propria identità per rafforzare le abilità genitoriali e riconoscere l’altro per gestire le situazioni di conflitto. E’ un cambiamento ad ampio raggio, quindi, quello che “Tessere di comunità” promuove al fine di contrastare la povertà educativa e delle relazioni, e lo fa anche attraverso la consegna di “doti culturali” quali un biglietto per il cinema, il teatro o un concerto che possa far sentire le famiglie parti integranti di una comunità.
“E’ una rete di sostegno al benessere familiare quella che “Tessere di Comunità” intende attivare – chiarisce Antonella Prestia, referente della Caritas Diocesana che ha affidato al Centro Calabrese di Solidarietà la gestione del progetto – Lo stare vicino alle famiglie, l’ascolto e l’incontro che si fa relazione servono ad evitare che le solitudini ci portino ad essere “isole” che non comunicano e soffrono in silenzio. Ciò è in netta corrispondenza con quella che è la funzione pedagogica della Caritas, volta a promuovere la dignità delle persone e non ad offrire mera assistenza materiale”.