Rispetto per i disabili: “tagliare” sui privilegi, non sulla solidarietà

Quando la disabilità diventa disperazione. Un pensionato di 65 anni ha ucciso il figlio quarantenne invalido dalla nascita. Era disperato perché temeva di morire e di doverlo abbandonare a se stesso. Non è il primo episodio di questo genere e vorrei tanto che fosse l’ultimo. La nascita di un figlio con grave disabilità o, comunque, la presenza di un disabile in famiglia, destruttura gli equilibri e costringe tutti a “resettare” la propria vita. L’amore di un padre o di una madre, tranne i pochi casi di genitori-mostro, non ha limiti. Quest’uomo ha dedicato la vita alla sua sventurata creatura e, paradossalmente, ucciderlo è stato un gesto d’amore reso folle dalla disperazione. Non voleva che, scomparso lui, il figlio soffrisse, magari senza nessuno che se ne prendesse cura. Chi lavora con la disabilità conosce da vicino questi problemi. Non solo le patologie congenite ma anche acquisite. Si pensi all’Alzheimer e alle difficoltà, anche di adattamento, del “caregivers”, alla Sla, alle forme gravi di sclerosi multipla, all’autismo, alle psicosi croniche e l’elenco sarebbe lunghissimo. L’insicurezza si aggiunge al dolore quando si percepisce l’inadeguatezza delle strutture sanitarie e sociosanitarie. La prevenzione, la riabilitazione intensiva ed estensiva, il supporto socio-sanitario soffrono oggi, non solo per possibili gestioni “allegre” del passato, ma per obiettive difficoltà finanziarie. Capisco le necessità di risparmio ma prima di tagliare i diritti primari e la solidarietà, sarebbe forse meglio disboscare la foresta impervia di privilegi d’ogni genere che imperano indisturbati. Chi è disabile anche non grave sa bene cosa significhi affrontare la quotidiana fatica di vivere in un mondo che si fonda sulla competitività e sull’efficienza. Gli operatori, giornalmente, si confrontano con scarsità di fondi, leggine, norme, circolari che costringono ogni intervento sanitario tra pastoie burocratiche e ragionieristiche. (FONTE: Gazzetta del sud)