Rogo a Trapani, sterminata un’intera famiglia

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Restano le voci dei vicini – molte e confuse – e gli esiti degli accertamenti tecnici che dovranno svelare come siano andate esattamente le cose. Ma nessuno potrà sapere cosa, di preciso, abbia acceso l’animo di Fiorentino e armato la sua mano. Chi conosceva la famiglia parla di un clima molto teso da mesi: l’assassino se ne era andato di casa per le continue liti con la moglie, Stefania Mighali, 41 anni compiuti l’1 gennaio, che aveva trasformato l’appartamento in un piccolo ospizio per anziani e cercava di sopravvivere occupandosi degli ospiti e facendo la badante insieme alla madre, Nunzia Rindinella, 76 anni, ma mercoledì sera in casa non ce n’era nessuno. Con le due donne, nell’enorme appartamento in un brutto palazzone giallo del quartiere Sant’Alberto, alla periferia della città, viveva Daniela, figlia della coppia, 9 anni, e lo zio Hans, 50 anni, affetto dalla sindrome di Down.

«Gente perbene» dicono i vicini sconvolti dalla tragedia. Da tempo i coniugi litigavano: c’è chi dice che Fiorentino avesse il vizio del gioco e chiedesse soldi alla moglie tentando anche di recuperare il rapporto. A volte piombava in casa in piena notte, in pigiama, e pretendeva di salire. Stefania spesso gli apriva per non fare scenate, perché non si svegliasse Daniela. Forse è andata così anche mercoledì notte. O forse Pietro aveva dormito in casa. I vicini raccontano di avere sentito rumori e grida nella casa intorno alle 4 di notte. Poi più nulla. Fino a quando, ieri mattina, una donna, affacciandosi al balcone attorno alle 8, ha visto a terra il corpo di Fiorentino e ha chiamato i carabinieri.

Sono stati i militari a vedere il fumo uscire dall’appartamento e chiamare i pompieri che con la scala esterna sono saliti nell’appartamento e, credendo di trovarsi soltanto davanti a un incendio, hanno cercato di spegnerlo con gli schiumogeni alterando involontariamente la scena del delitto. Le due donne e la bambina erano morte. Hans era ancora vivo e invano i medici hanno tentato di rianimarlo. Grida di disperazione dei parenti hanno accompagnato il trasferimento delle salme in ospedale.

Il medico legale, che ha effettuato l’ispezione cadaverica, ha accertato che sui corpi della moglie, della figlia e della suocera dell’assassino c’erano ferite da arma da taglio. Gli inquirenti hanno sequestrato un taglierino e due coltelli che sembrano sporchi di sangue.
Intatto, invece, il corpo di Hans che potrebbe essere morto soffocato dal fumo, molto intenso visto che le finestre della casa erano chiuse. Solo l’autopsia, che si è tenuta oggi, chiarirà, invece, se Stefania, la madre e la figlia siano morte per le ferite o di asfissia. (gazzetta del sud)