Roma, 37enne muore dopo l’arresto. Aveva denunciato il pestaggio dagli agenti

Il Garante dei detenuti: “C’è l’atroce sensazione di trovarsi davanti a un nuovo caso Cucchi”

L’ombra di un nuovo caso Cucchi si sta facendo largo a Roma, dopo la morte di un giovane tre giorni dopo l’arresto. Cristian De Cupis, 37 anni, era stato fermato dalla polizia nella stazione Termini il 9 novembre per oltraggio a resistenza e pubblico ufficiale. Settantadue ore dopo il decesso in un ospedale di Viterbo, dove aveva denunciato ai medici: “Mentre mi arrestavano mi hanno pestato“.

Subito dopo il fermo, l’uomo era stato portato al pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito per una serie di escoriazioni che, secondo gli agenti, si sarebbe procurato da solo nel tentativo di sottrarsi al fermo. Ma De Cupis, residente nel popolare quartiere della Garbatella, una lunga serie di precedenti penali e di carcerazioni alle spalle, riferì ai medici di essere stato pestato dai poliziotti che lo avevano arrestato.

Il giorno dopo, trasferito nell’ospedale Belcolle di Viterbo, struttura attrezzata per ospitare detenuti, l’uomo aveva ribadito le percosse alla stazione Termini. Poi, a poche ore dalla convalida del fermo con la disposizione dei domiciliari alla fine della degenza, la morte.

A evocare il caso Cucchi è stato anche il Garante dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni, che ha invitato la magistratura “a fare al più presto chiarezza sulle circostanze che hanno portato a questo decesso”. Secondo Marroni, tra i due casi ci sarebbe anche un’altra drammatica analogia: “La famiglia De Cupis, come quella Cucchi, sarebbe stata avvisata dell’arresto solo dopo il decesso”.

Stando a quanto riferito dal Garante, “l’uomo era affetto da diverse problematiche di carattere sanitario. Chi lo ha incontrato durante i giorni del ricovero – ha aggiunto Marroni – avrebbe riferito di averlo notato a tratti agitato e a tratti lucido ma, comunque, non in condizioni che potessero far immaginare una morte repentina. A conferma di ciò – sottolinea – la circostanza che solo due giorni prima dell’arresto si era rivolto ad una struttura di orientamento per detenuti per cercare un lavoro”.